I dati che provengono dall’Inps riguardo all’occupazione nel nostro paese non sono certo positivi. Per quanto riguarda i primi tre mesi del 2016, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale fa registrare infatti un calo netto nelle assunzioni e in particolare diminuiscono i contratti a tempo indeterminato. La causa è da ricercare nella fine degli effetti benefici avuti dagli incentivi statali durante lo scorso anno.

A gennaio, febbraio e marzo di quest’anno sono stati stipulati 428.584 contratti a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni), contro 377.497 cessazioni. Il saldo è in positivo di 51.087 unità, è vero, però si nota un peggioramento di ben il 77% rispetto ai primi tre mesi dell’annata 2015, quando il saldo era in positivo di ben 224.929 contratti. Si registra un decremento anche nei confronti del 2014, quando nei primi tre mesi dell’anno c’era stato un salto in attivo di 87.034 contratti a tempo indeterminato.

I dati dell’Inps evidenziano che le assunzioni in generale in questi primi tre mesi dell’anno sono diminute del 12,9% rispetto all’anno passato. Il calo è ancora più evidente per quanto riguarda i contratti a tempo indeterminato: -33,4%. Numeri negativi dovuti all’introduzione con la legge di stabilità del 2016 di nuove forme di incentivo statale meno vantaggiose rispetto a quelle dell’anno passato.

Dall’Inps si spiega che: “Il calo è da ricondurre al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015 in corrispondenza dell’introduzione degli incentivi legati all’esonero contributivo triennale”.

I numeri comunicati dall’Inps sottolineano inoltre un nuovo incremento nei voucher, il pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio attraverso “buoni lavoro” del valore nominale di 10 euro: la crescita rispetto ai dati del 2015 è del 45,6%, mentre nei confronti del 2014 il dato è salito del 75,4%.