Una serie di domande di disoccupazione provenienti da Roma e provincia, così come da Latina e Frosinone, avevano insospettito gli uomini della Guardia di Finanza che hanno ritenuto doveroso appurare se fosse in atto una truffa all’Inps.

Ciò che è venuto fuori è stato un sistema ben congegnato che andava avanti da anni, al quale partecipavano due dipendenti della sede Inps di Ostia: questi modificano i dati della piattaforma informatica dell’ente producendo documenti attestanti falsi rapporti di lavoro con inconsapevoli case cinematografiche e rendendo così disponibile l’accesso all’assegno per disoccupazione a seguito di licenziamento.

Una volta attestata la truffa l’Inps ha immediatamente bloccato l’erogazione e ha provveduto alla denuncia delle 123 persone coinvolte, accusate di truffa aggrava, con alcuni di questi che si sono accordati per la restituzione delle somme percepite. Tra i partecipanti alla truffa c’erano intere famiglie e alcuni erano addirittura già impiegati con regolare contratto di lavoro e addirittura il giro era diventato così acclarato e consolidato che venivano persino organizzate spedizioni per reclutare nuovi partecipanti.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno invece scoperto una truffa da parte di cinque aziende aventi sede nella Locride: i titolari, infatti, durante il periodo tra il 2008 e il 2014 avevano attestato molteplici rapporti di lavoro inesistenti (circa 260 dipendenti a tempo determinato), percependo indennità per un valore di circa due milioni di euro.

A determinare le indagini la scoperta di assunzioni ben oltre il fabbisogno lavorativo reale delle aziende. Le cinque aziende erano poi parte dello stesso meccanismo, in quanto erano solite scambiarsi il personale fittizio perpetuando così la truffa ai danni dello Stato. Non paghe, le aziende sono state ritenute responsabili anche del mancato versamento di circa 160mila euro in contributi providenziali.