L’olio in mare è un agente inquinante che provoca gravi danni alla flora e alla fauna che, entrati in contatto con la sostanza, muoiono per asfissia.

Ad aprirci gli occhi sulle condizioni del nostro mare è il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, Coou, che, per voce del suo direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi, Antonio Mastrostefano, fa sapere che gli “oli usati non raccolti per la rigenerazione, se dispersi in acqua, dove come è noto non si sciolgono ma si espandono, può danneggiare uno specchio d’acqua ampio 4-5 volte la superficie del Lago di Garda”.

Capita troppo spesso che gli automobilisti o i principianti navigatori disperdano in mare anche ‘solo’ piccole quantità di olio che però, sommate, portano a una presenza complessiva pari a 8 mila tonnellate.

Ecco perché tutti noi siamo invitati a raccogliere e differenziare questi rifiuti.

Pratica questa che, noi italiani, già attuiamo e che ci porta a rigenerare circa il 90% degli oli utilizzati.

Si tratta dunque di una buona pratica che ci rende i primi in Europa, la Germania raccoglie infatti solo il 26% degli oli rigenerati, mentre il Francia la percentuale sale al 44%.

Per una volta, godiamo di un primato che si rende lodevoli e non colpevoli agli occhi degli altri paesi europei.