Un provvedimento mai adottato prima: questo sembrerebbe essere il sequestro preventivo di tre impianti petrolchimici di Siracusa, disposto dal giudice per le indagini preliminari e ottenuto su richiesta della Procura. Il motivo della decisione sarebbe da rintracciare nelle molte denunce fatte dai cittadini ma anche dalle istituzioni e da associazione ambientaliste, in merito all’inquinamento che avrebbe reso cattiva la qualità dell’aria.

Gli impianti sequestrati sarebbero, nello specifico, lo stabilimento Esso e gli stabilimenti Isab Nord e Sud. In base a quanto accertato, la presenza e il funzionamento degli impianti petrolchimici avrebbero contribuito al peggioramento della qualità dell’aria, dovuto soprattutto alle emissioni che fuoriescono dagli stabilimenti. In base a quanto disposto dal gip, il dissequestro e la restituzione degli stessi potrà avvenire solo qualora vengano eseguite tutte le prescrizioni richieste per adeguare gli impianti alle attuali tecniche vigenti. Le società avranno ora circa due settimane di tempo per aderire alle prescrizioni.

Fra le prescrizioni richieste, la riduzione delle emissioni provenienti dagli impianti, il monitoraggio del tetto dei serbatoi che contengono prodotti volatili o che generano emissioni diffuse, la realizzazione di impianti di recupero dei vapori e di pontili di carico e scarico e infine l’adozione di sistemi di monitoraggio continuo. Per quanto riguarda poi nello specifico lo stabilimento Esso, si dovrà diminuire le emissioni degli ossidi di zolfo e degli ossidi di azoto.

La società titolare degli stabilimenti Isab avrebbe fatto sapere di essere sempre stata in regola, in piena aderenza alle autorizzazioni rilasciate.