Nel 2013 Babbo Natale ha cambiato faccia. Si è allungato, smagrito, arrossato. Parla inglese ed è ricco in modo offensivo. Si chiama Mark e su FB ha un sacco di amici. O seguaci, come li ha fatti chiamare lui.

In poche parole Zuckerberg è diventato il nuovo punto di riferimento mondiale per doni e felicità comune. Il rosso sociopatico ed insicuro si è trasformato in pochi anni nel nuovo modello di “uomo” per i maschi del mondo. E ormai accontenta tutti. Grandi e piccini, buoni e cattivi. Arriva a cavallo di un ipnorospo, la dove nemmeno la televisione può arrivare: permette a ognuno di noi di raccontare la tua storia. In modo, semplice, facile e veloce. Il mondo, stufo di guardare le fiabe degli altri, ha finalmente in mano lo scettro del potere, il telecomando della vita e la possibilità di trasformare se stesso nel personaggio che ha sempre sognato di essere. Prima con Facebook, e ora con la sua declinazione potenziata e riarmata: “instagram cum video”.

Un’ola sentitissima al genio del social che, dopo aver preso ampiamente spunto da prodotti simili, ha dato la possibilità a tutti noi di diventare delle webstar dandoci come trampolino di lancio il social network più “egopotenziante” che sia mai stato creato: Instagram, che da pochi giorni non solo ci permette di pubblicare il peggio, ma soprattutto il meglio, di noi in formato foto, ci fornisce anche un certo numero di secondi per mostrarci in video ad un mondo affamato di storie in tutta la nostra vitalità, poesia e bellezza. Ovviamente sono ottimista. Io per prima il massimo che ho fatto è stato filmare il mio gatto, una coppia di statuine giapponesi e una bicicletta sotto un tifone d’acqua milanese.

Nella maggior parte dei casi gli utenti pubblicheranno diari di famiglia formato video, interessanti quanto può esserlo il mio felino quando dorme: teneri, ma alla lunga stancanti. Ma poco importa, il bisogno di sentire il mondo girarci intorno sta venendo lentamente appagato. A breve potremo aggiungere una colonna sonora e qualche grafica ai nostri mini video. Tra poco potremo infilare titoli di coda e ringraziamenti vari alla signora che ci fa il caffè la mattina al bar. A tutti è stata data una voce, a tutti è stata data un’immagine vintage e tutto grazie a lui: a Babbo Mark. In attesa di scoprire chi è e cosa ci porterà la “nuova Befana” filmo una  finestra di Windows dalla quale potrebbe ipoteticamente calarsi. Sperando che non mi porti carbone per Farmville e 3D per iPhone.