Adesso siamo arrivati anche all’invito all’omicidio. Non ci si ferma più agli insulti “normali”, già gravi. Il ministro all’Integrazione, Cécile Kyenge (foto by InfoPhoto), è oggetto da mesi di pesanti offese legate principalmente al colore della sua pelle. La fonte principale degli attacchi è stata la Lega Nord, da Calderoli a Borghezio.

Ma ora sono stati superati tutti i limiti. Questa volta la Lega non c’entra. Tale Vittorio Milani, nel 2012 appartenente alla lista Veneto Stato, partito indipendentista, che ha partecipato alle elezioni comunali a Silea (Treviso), ha scritto sulla propria pagina Facebook un messaggio che si commenta da solo: “La Kyenge dice che se vogliamo eliminare il burqa anche le suore si devono togliere il velo. Siamo all’assurdo, qualcuno uccida questa p… idiota e inutile“. Sotto di esso anche un paio di commenti di approvazione.

insulti kyenge

Il consigliere comunale di Treviso Antonella Tocchetto, Pd, anch’essa attaccata e insultata da Milani per la sua proposta di costruire una moschea, ha denunciato il fatto alla polizia.

Ma anche Veneto Stato ha preso decisamente le distanze. Nel proprio sito web ospita il 12 agosto una lettera di Plebiscito2013.eu, comitato referendario a tale lista collegato, in cui si sottolinea che Milani da tempo è estraneo al mondo dell’indipendentismo veneto “dove non trovavano e non trovano alimento le sue visioni aberranti”, e in cui si esprime solidarietà a Kyenge e Tocchetto.