L’Italia sembra aver superato la fase del bipartitismo ed è ora spaccata in tre. È questo quanto emerge dalle ultime rilevazioni sulle intenzioni di voto. Se si andasse a votare oggi, le preferenze sarebbero divise in parti quasi uguali tra il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e una eventuale coalizione di centrodestra.

Il Pd continua a restare il preferito dagli italiani, almeno secondo i nuovi sondaggi sulle intenzioni di voto. Il partito guidato da Matteo Renzi fa però registrare un lieve calo rispetto alla precedente rilevazione che risale alla metà di marzo e che mette in evidenza una riduzione nella distanza con i grillini.

Il Movimento guidato da Beppe Grillo sale al 28,9% contro il 31,1% del Pd. Tra loro nelle intenzioni di voto degli italiani c’è quindi un divario di appena il 2,2%, mentre a marzo era del 5,3%. Un segnale che può segnare come un campanello d’allarme per il partito di Renzi in vista delle imminenti elezioni comunali previste per il 5 giugno, dove il M5S potrebbe conseguire dei risultati sorprendenti in diverse città, in particolare a Roma.

Tra le possibili cause del calo di preferenze nelle intenzioni di voto nelle ultime sei settimane nei confronti del Pd, comunque contenuto all’1,1%, ci potrebbero essere anche i guai giudiziari in Campania e gli scontri avuti sul tema del referendum trivelle con la minoranza interna al partito.

Anche nel caso di un ballottaggio tra Pd e M5S, nelle intenzioni di voto attuali a prevalere sarebbe comunque il partito di centrosinistra, sebbene appena con il 50,9% dei voti contro il 49,1%. Da segnalare come, in un eventuale ballottaggio, la gran parte degli elettori della Lega Nord si schiererebbe in favore dei grillini.

Venendo appunto al centrodestra, al momento la situazione sembra essere molto complessa. La situazione romana, con Silvio Berlusconi che alla fine ha deciso di scartare la candidatura di Guido Bertolaso e appoggiare Alfio Marchini, ha provocato una forte spaccatura con gli alleati Matteo Salvini della Lega Nord e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia.

Nell’ipotesi, a questo punto non così probabile, in cui i tre partiti corrano insieme, il centrodestra totalizzerebbe nelle intenzioni di voto un totale di 28,9% preferenze, appena lo 0,2% in meno rispetto al Movimento 5 Stelle. In un eventuale ballottaggio tra il Pd e i partiti del centrodestra uniti, il primo avrebbe la meglio con il 52,3% dei voti contro il 47,7%. Il centrodestra verrebbe sconfitto, e con un distacco di ben 9 punti percentuali, anche in un ipotetico ballottaggio con il M5S.

C’è però un partito che batterebbe tutti gli altri: è quello dell’astensione, che raggiunge il risultato più alto registrato nel corso di quest’anno, salendo al 36,9%.