Con i suoi 166,26 metri, Intesa Sanpaolo e il grattacielo di Torino sfidano in altezza la centenaria Mole Antonelliana, che comunque mantiene anche se solo di un metro, il primato di edificio più elevato nel capoluogo piemontese.

Progettato dall’italiano Renzo Piano, che riuscì a primeggiare su Hiroshi Hara, Carlos Lamela, Dominique Perrault e Daniel Liebeskind, sarà un nuovo punto focale urbano di Torino, al suo interno ospiterà più di duemila dipendenti distribuiti lungo la torre, dove Intesa Sanpaolo concentrerà tutte le sue forze lavoro attualmente distribuite in svariati punti della città.

La storia dell’edificio è senza dubbio molto controversa. In prima battuta, è stata necessaria una variante al PRG per rendere possibile l’inserimento della costruzione stessa, in un’area di circa 7 mila metri quadrati. Il cantiere ha visto la luce con molto ritardo rispetto a quanto previsto, a causa delle numerose polemiche da parte dei vari gruppi di cittadini dissidenti, che ha costretto perfino alcuni aggiustamenti e revisioni del progetto iniziale, da parte della squadra di progettisti.

Ma superato lo scoglio del dissenso cittadino (direi il classico colpo al cerchio e uno alla botte) il grattacielo di Intesa Sanpaolo si è lanciato verso i cieli di Torino, con 5 piani interrati di parcheggi che saranno inseriti in un enorme cubo di calcestruzzo, che rappresenta il secondo monolite più grande al mondo. A salire poi, l’auditorium da 360 posti, e poi via via tutti i piani ufficio, per concludersi con il ristorante a terrazza panoramica con giardino Zen.

Come tutte le opere dell’architetto genovese, un peso importante è stata data all’ecosostenibilità. Il rivestimento esterno è composto da doppie pareti per lasciare entrare l’aria nelle intercapedini dei solai, sfruttando la ventilazione naturale; vasche per la raccolta dell’acqua di condensa dei climatizzatori; serbatoi per catturare le acque meteoriche; pannelli fotovoltaici di ultima generazione. Oltre a brise soleil di lamine mobili sui lati est-ovest, aperti d’estate e chiusi di inverno. Ogni singolo aspetto è stato analizzato fino al punto da ottimizzarne le prestazioni.

Con il grattacielo di Intesa Sanpaolo, si apre una nuova via per la città di Torino, che fino ad oggi non era mai stata percorsa nel capoluogo piemontese. L’edificio a sviluppo verticale, è senza dubbio una caratteristica milanese in Italia, non certo nella città dei Savoia, composta da edifici dalle contenute altezze, dove a svettare era la sola Mole Antonelliana; questo invece è stato messo in discussione con l’introduzione degli uffici bancari. Sono senza dubbio aperto alle novità e le modernità, ma in questo caso la continuità storica, avrebbe meglio figurato nel tessuto urbano torinese.

(photo credit infophoto)