Mosca e Teheran hanno firmato un accordo grazie al quale la Russia si impegna a costruire fino ad otto nuovi reattori per “l’uso pacifico dell’energia atomica”. La notizia, diffusa dall’agenzia stampa di Stato russa Ria-Novosti, arriva a due settimane dalla scadenza dei negoziati sul programma nucleare iraniano tra Teheran e le potenze occidentali del “5 + 1” (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu – USA, Russia, Cina, Inghilterra, Francia – e la Germania).

Secondo l’accordo, i primi due reattori saranno costruiti nell’impianto di Bushehr – unica centrale iraniana – e altri sei potrebbero essere dislocati nel resto del paese, in aree ad ora non meglio specificate. Secondo quanto dichiarato dalla Rosatom, la realizzazione dei reattori avverrebbe sotto la stretta osservazione e i rigidi controlli della AIEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, sottoponendosi quindi a tutte le misure volte a contrastare la proliferazione delle armi nucleari. Inoltre, sempre stando alla società russa, parte dell’accordo prevede che sarà proprio Mosca a fornire il combustibile adatto al funzionamento del reattore, combustibile che dopo l’utilizzo sarà recuperato e ritirato dalla Rosatom stessa.

Non è tuttavia la prima volta che Russia e Iran sviluppano una partnership in materia di nucleare. Una parte fondamentale della preesistente centrale di Bushehr  è stata infatti realizzata proprio grazie all’Orso, intervenuto in seguito al raggiungimento di un accordo tra i due Paesi, stipulato nel 1995. Il nuovo contratto vale ora non meno di un miliardo di dollari e salda tecnologicamente l’Iran alla Russia di Putin.

photo by Pixabay