La Nato ha autorizzato voli di ricognizione degli Awacs su Polonia e Romania, gli aerei monitoreranno la crisi in Ucraina. Ad annunciare la mossa è stato un funzionario dell’Alleanza atlantica precisando che “questi voli miglioreranno la conoscenza della Nato sulla situazione” e “si svolgeranno esclusivamente sul territorio dell’Alleanza”.

La decisione, ”è un’azione appropriata e responsabile, in linea con la decisione della Nato di intensificare la nostra valutazione costante delle implicazioni di questa crisi per la sicurezza dell’alleanza” ha dichiarato il funzionario.

Grande attesa per il discorso di oggi di Viktor Yanukovich, smentite quindi le voci che lo volevano in fin di vita, il deposto presidente ucraino probabilmente chiederà a Vladimir Putin di intervenire militarmente in Ucraina.

Il braccio di ferro tra occidente e Russia è anche in sede Onu, “Abbiamo rinnovato l’appello alla Russia a negoziare e a trovare una soluzione politica, altrimenti ci saranno conseguenze sul piano internazionale”, sono le parole dell’ambasciatore francese, Gerard Araud. Alla Russia è stato chiesto ufficialmente di accantonare il referendum, del 16 marzo, sulla secessione della Crimea che viene definito illegittimo da Kiev, Usa e Europa ma pienamente “logico” da Mosca. L’appello dell’ambasciatore di Parigi ovviamente non è stato accolto.

“Non cederemo nemmeno un centimetro alla Russia”, così il primo ministro ad interim dell’Ucraina, Arseniy Yatseniuk, che giovedì sarà alle Nazioni Unite a New York per incontrare i membri del Consiglio di Sicurezza.

Tutto questo mentre i soldati russi prendono sempre più posizione in Crimea occupando ospedali, aeroporti e frontiere. A Sebastopoli il russo è diventato la lingua ufficiale. “In conformità con le norme di legge internazionali, tenuto conto che la lingua russa è la principale per la maggior parte della popolazione della città, l’amministrazione di Sebastopoli ha deciso di usarla come lingua ufficiale in tutti i documenti in circolazione”, si legge nella risoluzione firmata dall’amministrazione locale. A Sebastopoli, oltre il 70 per cento della popolazione è russofona. (foto by InfoPhoto)

Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale, “Ci stiamo impegnando a sostenere il popolo ucraino in questo momento difficile e auspichiamo che la situazione nel Paese si stabilizzi presto”.