Esce oggi dal carcere Beccaria di Milano Remi Nikolic, il ragazzo di origine rom che nel gennaio del 2017 investì un vigile con il suv.

Ai tempi Nikolic non aveva ancora 18 anni e perciò del caso della morte dell’agente di polizia locale Niccolò Savarino si occupò il Tribunale dei Minorenni, che dopo i cinque anni e mezzo di detenzione ha scelto l’affidamento in prova ai servizi sociali come pena correttiva.

Uno sviluppo giudiziario che come prevedibile ha suscitato molte polemiche. Tra i più critici anche l’attuale assessora alla Sicurezza del Comune, Carmela Rozza, la quale ha affermato si sarebbe aspettata che Nikolic “che non ha avuto nessun rispetto per la vita umana”, scontasse per intero una pena, definita poco severa.

Le fanno eco le parole della famiglia, la quale ricorda come il giovane non abbia mai chiesto scusa. Il legale Gabriele Caputo spiega che “sono arrabbiati, ma erano già consapevoli di come sarebbero andate le cose dopo una pena così bassa, il minimo che si potesse dare per un omicidio volontario con tutte le attuanti possibili concesse.”

Secondo il Tribunale, invece, il giovane ha mostrato la volontà di allontanarsi dai precedenti modelli di comportamento, e i giudici hanno ravvisato la possibilità di “favorire il processo di integrazione sociale del condannato e nel contempo impedire la commissione di ulteriori reati” tramite l’affidamento ai servizi sociali.

Nel frattempo Nikolic ha ottenuto il diploma di scuola media, con la qualifica di operatore del legno, ha vinto una borsa di studio e ha anche svolto  un lavoro esterno.

Il 12 gennaio Niccolò Savarino, in servizio presso il quartiere Bovisa, venne travolto dalla macchina guidata dal giovane rom, che lo trascinò per 200 metri. Il ragazzo venne arrestato tre giorni dopo, nonostante il tentativo di fuga in Ungheria: la prima condanna a 15 anni è stata poi ridotta in Appello e in Cassazione a 9 anni e 8 mesi, con termine fissato per marzo 2021.