Incentivi per la realizzazione e l’adeguamento delle infrastrutture previsti dalla bozza del Decreto Sviluppo e anche dalla UE.

Il Governo prevede una serie di incentivi fiscali per gli aggiudicatari di nuove opere approvate dalle pubbliche amministrazioni, oltre alla possibilità di dedurre dal reddito di impresa l’equivalente degli aumenti di capitale destinati agli investimenti infrastrutturali. Una misura che avrebbe ripercussioni positive in termini di tasse sulle società.

Secondo il testo, il Governo individua le infrastrutture e gli insediamenti produttivi di interesse nazionale, che dovrebbero rientrare in un programma del Ministero delle Infrastrutture, che verrà redatto dopo aver sentito le Regioni interessate e la Conferenza Unificata.

Sono previste anche modifiche al Codice Appalti per superare il dissenso. In caso di mancato accordo, interverrebbe il Cipe che dovrebbe decidere caratteristiche tecniche, modalità di finanziamento, localizzazione di massima, costo complessivo, vincoli e termini per la realizzazione delle opere. Tutto, naturalmente, con la partecipazione dei Presidenti delle Regioni e Province interessate.

L’ammodernamento delle infrastrutture non è una priorità solo per l’Italia. Anche l’Unione Europea ha proposto uno stanziamento di 50 miliardi di euro, da suddividere tra il miglioramento dei trasporti, il collegamento alle reti energetiche e i servizi digitali. È una spinta a ulteriori investimenti da parte degli Stati membri.

Sembra tuttavia che nei programmi prioritari per l’Italia non comparirebbe il ponte sullo stretto di Messina. Contrariato il ministro Matteoli che ha ribadito la priorità del ponte nel programma nazionale. Concorde il Ministro Castelli, il quale ha annunciato nuovi strumenti finanziari per la realizzazione del collegamento con Messina.

Priorità invece all’aggiornamento di altre infrastrutture come il collegamento ferroviario tra Napoli e Palermo, Napoli-Bari e Lione-Torino, interconnessione tra i porti di Trieste, Venezia e Ravenna come parte del corridoio adriatico, adattamento dei lavori per lo sviluppo delle piattaforme multimodali tra Vienna e Ravenna, potenziamento dell’alta velocità Milano-Brescia, Brescia-Venezia-Trieste, Milano-Mantova-Venezia-Trieste, Trieste-Divaca. Previsto anche il potenziamento della ferrovia fra Genova, Milano, Novara, fino al confine con la Svizzera, e la partecipazione al corridoio Helsinki – La Valletta con i progetti Fortezza-Verona, Napoli-Bari, Napoli-Reggio Calabria, Messina-Palermo, Palermo-La Valletta.