La vita privata a volte può avere risvolti molto traumatici e ci porta ad allontanarci da ciò che meglio sappiamo fare.

Così è stato per Bernardo Bertolucci che, nove anni dopo The Dreamers, torna finalmente al cinema e racconta di quanto sia stato lungo il percorso di accettazione della carrozzina sulla quale ora si trova.

“Per molto tempo ho creduto che non avrei mai più fatto un film – spiega Bertolucci – e questa convinzione è nata nel momento in cui mi sono seduto su questa carrozzina. Ho dovuto superare una forte depressione, elaborare questa sorta di lutto. E poi è arrivata l’occasione: il libro di Niccolò Ammaniti si prestava perfettamente allo scopo, visto che è ambientato in larga parte in un unico set”.

Il film si svolge infatti in una cantina che sta ‘a un minuto da casa mia’ racconta il regista.

Qui Lorenzo (Jacopo Olmo Antinori) si rifugia per scappare dalla sua vita per sette giorni.

Si rifornisce quindi di tutto il necessario, cibo e bevande, vuole star tranquillo, ma viene disturbato da una presenza, quella di Olivia (Tea Falco), la sorellastra che non vede da moltissimi anni che è scesa in cantina per recuperare alcune cose.

Da questo incontro prenderà vita la storia.

Colonna sonora del film è ‘Space Oddy’ di Bowie cantata però in italiano con testi di Mogol al quale il regista ha telefonato per chiedergli come in quegli anni già sapesse che lui un giorno avrebbe raccontato la stessa storia in un film.