Un giovane uomo ammazza un rivale in amore, poi impugna il suo iPhone e chiede a Siri un consiglio per sotterrare il cadavere. Sembra la scena madre di una teen comedy demenziale, ma è è accaduto davvero, naturalmente in America. Protagonista dell’assurda vicenda uno studente di Gainsville, Florida: nel settembre del 2012, il diciottenne Pedro Bravo avrebbe prima drogato e quindi strangolato a morte il suo compagno di stanza al college, Christian Aguilar, colpevole di avergli soffiato la ragazza. E ieri, durante il processo a suo carico, l’accusa ha estratto dal cilindro il coniglio che rischia di incastrarlo, uno screenshot proveniente dal suo smartphone che recita la fatale domanda a Siri: “Dove posso nascondere il mio compagno di stanza?”

Quel che è peggio è che il software di riconoscimento vocale, una volta tanto, ha fatto il suo dovere, offrendo al presunto omicida una serie di ragionevolissime opzioni per l’occultamento del corpo: paludi, cisterne, fonderie, fossati. E, in effetti, il corpo del povero Aguilar è stato ritrovato in una zona boscosa, a circa 100 km dal luogo del delitto. La difesa ha ribattuto sostenendo che quell’immagine non costituisce alcuna evidenza, dal momento che non vi è prova che sia stato proprio Bravo a scattarla, ma è stato ancora il dannato iPhone a inguaiare il ragazzo: secondo le perizie effettuate sul telefono, risulta che l’app della torcia era stata usata quel giorno per ben nove volte, per un totale di 48 minuti consecutivi. Se fosse una teen comedy, probabilmente l’iPhone finirebbe al gabbio per concorso in omicidio. Alla faccia della sua inutilità.

LEGGI ANCHE:

Dio intervista Steve Jobs

Sette anni di iPhone

photo credit: caseorganic via photopin cc