Dopo lunghe contrattazioni si è arrivati a un accordo tra l’Iran e gli stati del cosiddetto 5+1 in merito al nucleare.

Un momento storico”: così il ministro degli esteri iraniano Mohamad Yavad Zarif ha commentato l’intesa raggiunta dopo ben 16 giorni di negoziati nell’ambito del meeting di Vienna con i colleghi di Francia, Germania, Russia, Stati Uniti, Cina e Gran Bretagna.

In attesa dell’annuncio ufficiale con tutti i punti dell’accordo sono già trapelate le prime indiscrezioni: Teheran si sarebbe infatti detta disponibile a considerare le richieste degli ispettori Onu riguardo alla visita dei siti militari iraniani; nel caso in cui sorgessero contrasti vi sarà un tavolo arbitrale composto da Iran e 5+1 a dirimere la questione. Sarà poi impedita la produzione di materiale finalizzato alla costruzione di una bomba atomica per un periodo di almeno 10 anni,

L’accordo raggiunto con il Paese guidato dal presidente Hassan Rouhani determina la fine delle sanzioni internazionali, che avevano causato una grave crisi economica, aprendo quindi all’esportazione di beni e materie prime. L’embargo potrà essere ripristinato entro 65 giorni nel caso l’Iran violasse una delle condizioni dell’accordo, mentre il blocco sulle armi previsto dall’Onu rimarrà per altri cinque anni. Data la vasta disponibilità di greggio del Paese (un decimo delle riserve mondiali), la notizia dell’accordo con l’Iran ha causato un immediato ribasso del prezzo del petrolio sul circuito internazionale, vista la nuova disponibilità emersa dai negoziati di Vienna.

L’entusiasmo proveniente da Washington, che dovrà comunque ratificare l’intesa attraverso il voto del Congresso (e ugualmente dovrà fare l’Iran) non è però condiviso dalle autorità israeliane. Mentre Obama ha definito questa vittoria come “il più grande successo diplomatico nel corso del mio mandato”, Benjamin Netanyahu ha parlato di un “errore di proporzioni storiche”.

Il premier israeliano ha ribadito il collegamento diretto tra Iran e il terrorismo internazionale, facilitato in questo modo dalla fine dell’embargo: “Vogliamo dire agli iraniani che i miliardi di dollari che il regime otterrà saranno utilizzati per finanziare il terrorismo e le armi, non certo scuole e ospedali. L’Iran ha cammino facilitato verso le armi nucleari, molte restrizioni che avrebbero dovuto impedirlo sono state rimosse.”