Sarebbero almeno 11 i bambini nati prematuramente rimasti vittime dell’incendio che si è sviluppato nel reparto maternità di una struttura ospedaliera di Baghdad, la capitale dell’Iraq.

Altri 7 bambini e 29 donne sono stati salvati dopo che le fiamme si sono propagate nell’ospedale Yarmouk, sito nella parte ovest della città: i sopravvissuti sono stati trasferiti in un centro medico nelle vicinanze, ha confermato il Ministero della Salute iracheno.

Dopo che la zona è stata isolata dalle autorità di Baghdad sono stati allontanati anche i media che avevano iniziato ad assieparsi intorno al sito della disgrazie. Le cause dell’incendio rimangono ignote, ma il Ministero ha affermato che potrebbe essersi trattato di un guasto elettrico.

I roghi causati da incidenti di questo tipo non sono così rari nella capitale dell’Iraq e in altre parti del Paese, a causa del cattivo stato di manutenzione delle infrastrutture.

A gettare una luce sinistra sull’incidente e su altri già verificatisi ci sarebbe però anche l’assenza di uscite d’emergenza, che naturalmente accrescerebbe il rischio nel caso in cui le fiamme inizino a propagarsi.

Sotto accusa anche le compagnie edilizie e i fornitori di materiali per le costruzioni, che non seguirebbero gli standard di qualità comunemente in vigore. La morte degli 11 neonati è destinata a far aumentare le proteste dell’opinione pubblica contro la corruzione di stato, contro la quale il primo ministro Haider al-Abadi sta lottando da circa due anni con scarsi risultati a causa dell’opera di contrasto dell’elite politica.

Sui social media nel frattempo sono state pubblicate svariate foto che mostrano l’ospedale in uno stato di abbandono, con scarafaggi che si aggirano tra mattonelle rotte, pattumiere cariche di immondizia, bagni sporchi e pazienti sdraiati su lettighe nel cortile.