Circa 50mila membri di una minoranza religiosa in Iraq (gli yazidi) sono rimasti intrappolati sul complesso montuoso del Sinjar, nel nord-ovest, al confine con la Siria; sono circondati dai miliziani islamici dell’Isis, che minacciano di ucciderne quattromila se non si convertono all’Islam. Nel frattempo proseguono gli attacchi aerei degli Stati Uniti contro gli estremisti che controllano buona parte del Paese. Barack Obama ha annunciato: “Abbiamo distrutto armi ed equipaggiamento dell’Isis”. Si tratta di due bombe lanciati dagli F/A 18 che hanno colpito postazioni di artiglieria puntate verso la città di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Tuttavia il presidente americano ha aggiunto che “il progetto in Iraq è di lungo termine; il problema non sarà risolto in settimane”.

Poche ore prima, un video diffuso dal califfato islamico ha lanciato la sfida agli Stati Uniti: “Non siate vigliacchi, attaccandoci con i droni. Mandate i vostri soldati invece, quelli che abbiamo umiliato in Iraq. Lo faremo ovunque e alzeremo la bandiera di Allah sulla Casa Bianca“.

Foto: Air Combat Command via photopin cc