Notte di paura nella regione di Sulaymaniyya, in Iraq, nei pressi del confine con l’Iran, dove hanno perso la vita almeno 214 persone a causa di un devastante terremoto di magnitudo 7.2. Sono 1.700 i feriti, così come riferito dal capo aggiunto della cellula di crisi alla televisione di Stato iraniana. Una scossa che ha avuto epicentro a 31 chilometri dalla città di Halabja e ipocentro ad una profondità di quasi 40 chilometri: è stata sentita in Pakistan, Israele, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Turchia e Libano. Una scossa fortissima.

La più colpita è stata Ghasr-e-Shirin dove si sono registrati diversi morti, così come riferito dal governatore Faramarz Akbari, citato dall’agenzia Irna. “Alcuni feriti potrebbero essere intrappolati sotto le macerie” ha dichiarato il capo dell’organizzazione nazionale per la gestione dei disastri. A Kermanshah sono stati indetti tre giorni di lutto con chiusura di scuole e università. La situazione è devastante.

La Farnesina, invece, sta verificando la presenza di italiani in Iraq così come riferito su Twitter dove è stato ricordato il numero della sala operativa dell’Unità di crisi, attivo 24 ore su 24, al fine di raccogliere eventuali segnalazioni o richieste d’aiuto da parte di italiani coinvolti nel terremoto che ha causato almeno 200 vittime e oltre 1700 feriti in Iraq.