Terribili immagini di disperazione quelle che arrivano da Kirkuk, città sita nella parte settentrionale dell’Iraq, dove nella notte un ragazzino è stato fermato da un gruppo di ufficiali della polizia curda prima che potesse farsi saltare in aria.

Sotto la maglietta di calcio del Barcellona dell’icona Messi era infatti allacciata una cintura esplosiva, che è stata prontamente rimossa mentre i poliziotti tenevano fermamente il ragazzino. In seguito l’esplosivo è stato fatto detonare in sicurezza.

Il ragazzo potrebbe aver fatto parte di un piano più ampio, in quanto è stato catturato poco meno di un’ora dopo un attacco suicida nella moschea sciita della città: nell’attentato è morto solo il kamikaze, mentre altre due persone sono rimaste ferite.

Durante l’interrogatorio il ragazzo ha dichiarato di essere stato sequestrato da alcuni uomini mascherati che gli hanno allacciato l’esplosivo addosso e lo hanno lasciato libero di vagare nell’area in cui è stato trovato. Originariamente di Mosul, il ragazzo – identificato dalla polizia, che ne ha protetto l’anonimato – sarebbe arrivato a Kirkuk solo una settimana fa.

Aamaq, l’agenzia d’informazione dello Stato Islamico, ha già rivendicato l’attentato alla moschea, ma per ora non c’è stata nessuna dichiarazione riguardo al bambino.

Il caso ricorda da vicino le terribile circostanze della strage avvenuta a Gaziantep, in Turchia, in cui una festa di matrimonio si è trasformata in un massacro in cui hanno perso la vita più di 50 persone: anche in quel frangente il kamikaze si è scoperto essere un minorenne, probabilmente reclutato o costretto dai miliziani dell’Isis.