Sale a 250 morti il bilancio dell’ attentato kamikaze che domenica 3 luglio ha devastato il distretto commerciale di Karrada, a Baghdad. L’ attacco suicida, subito rivendicato dallo Stato islamico, diviene così il più sanguinoso nella storia dell’ Iraq dall’ intervento militare a guida americana del 2003.

Un automezzo imbottito di esplosivo è stato fatto saltare in aria nel centrale quartiere di Karrada, gremito di famiglie che festeggiavano la fine del Ramadan, il mese sacro dei musulmani. L’ area interessata dalla deflagrazione è stata completamente distrutta. 165 i morti inizialmente annunciati, tra cui numerose donne e bambini. Il bilancio è tuttavia in costante crescita, e mentre si continua a scavare tra le macerie del centro commerciale di Hadi, ancora una trentina di persone risultano disperse. Dimessi invece in questi giorni numerosi dei feriti. L’ Iraq ha annunciato tre giorni di lutto nazionale a seguito dell’ attacco. I residenti, a maggioranza sciita, hanno organizzato veglie a lume di candela e pregato per la pace.

Nel frattempo il ministro dell’ Interno Mohammed Salem al Ghabban ha rassegnato le dimissioni denunciando la totale inutilità dei posti di blocco approntati nella capitale irachena.

La scelta di posizionare l’ autobomba davanti a un centro commerciale, in orario di punta, indica chiaramente l’ intenzione dei terroristi di provocare il maggior numero di vittime possibili. L’ attentato giunge una settimana dopo che le forze irachene hanno sottratto la città di Fallujah al controllo dell’ Isis.

Durissimi i commenti del Consiglio di Sicurezza, che da New York ha definito l’ attacco “Vile e codardo”, aggiungendo che il terrorismo costituisce “una delle più serie minacce alla pace e alla sicurezza internazionali” e “non deve essere associato con nessuna religione, nazionalità, civiltà o gruppo etnico”. Attraverso il portavoce del consiglio della sicurezza, Ned Price, la Casa Bianca ribadisce la propria determinazione nel sostegno “al popolo e al governo iracheni nello sforzo congiunto per distruggere l’ Isis”.