Un sub impegnato nelle ricerche del cadavere di Isabella Noventa è morto ieri nel fiume Brenta. La notizia ha sconvolto i familiari della donna, già provati dalla recente confessione dell’omicidio da parte del suo amante Freddy Sorgato. Il sommozzatore Rosario Sanarico aveva 52 anni e ricopriva il ruolo di ispettore capo della Polizia di Stato presso il Centro nautico di La Spezia. Per cercare  il cadavere di Isabella Noventa nel punto indicato da Sorgato agli inquirenti l’uomo è rimasto incastrato sul fondo del fiume. L’incidente è avvenuto intorno alle 17 nei pressi delle chiuse di Stra, nel veneziano. Stando alle prime ricostruzioni il sub sarebbe stato risucchiato da una tubatura della chiusa vinciana e sarebbe rimasto sott’acqua per 30 minuti.

A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo dei colleghi. L’uomo è stato soccorso e portato in ospedale dove è morto poco dopo a causa della prolungata asfissia. L’Associazione sostenitori Polstrada ha voluto ricordare l’uomo in una nota:

Rosario era conosciutissimo e molto amato per la sua grande generosità e disponibilità con tutti. Sasà lascia la moglie e due figli: una ragazza di 26 anni e un bimbo di 7 anni. Esprimiamo le nostre condoglianze alla famiglia di Rosario e ai colleghi del Centro Nucleo Sommozzatori di La Spezia.

Il questore di Padova Gianfranco Bernabei  ha ricordato Sanarico come un “gigante buono”, sempre pronto ad aiutare e a offrirsi volontario, come nel caso delle ricerche del cadavere di Isabella Noventa:

Un grande esempio di senso dello Stato e di dedizione al dovere che lo ha spinto a sacrificare la sua stessa vita. Siamo tutti stretti intorno alla moglie Antonella e ai figli Alessio e Annavera in questo momento di grande dolore.

Omicidio Isabella Noventa: legami tra Sorgato e la mala del Brenta

Ieri anche l’ex marito di Isabella Noventa si è sentito male nel corso delle ricerche del cadavere nel fiume Brenta. L’uomo, colto da un lieve malore, è stato soccorso e portato in ospedale per degli accertamenti. Intanto proseguono le indagini degli inquirenti per scoprire il movente dell’omicidio. Gli agenti stanno cercando di scoprire cosa possa aver spinto Sorgato, la sorella Debora e la tabaccaia Manuela Cacco a uccidere Isabella Noventa. Sorgato ha confessato di aver ucciso Isabella per errore durante un gioco erotico estremo, negando il coinvolgimento delle due donne nell’atroce delitto.

La versione di Sorgato, che avrebbe anche legami con la mala del Brenta, non convince gli inquirenti. Manuela Cacco avrebbe infatti finto di essere la Noventa, indossando il giubbino bianco della donna per farsi inquadrare dalle telecamere e fornire un alibi a Sorgato. I tre, abituati a sentirsi decine di volte al giorno al telefono, il giorno della scomparsa di Isabella non si sarebbero mai contattati. L’uomo inoltre, mentre era in pizzeria con la Noventa, quella sera avrebbe ricevuto degli squilli dalle due donne, come se si trattasse di un segnale convenuto. Manuela Cacco avrebbe usato la scheda Sim del padre novantenne per contattare Sorgato senza destare sospetti. Proprio le maldestre precauzioni prese dai tre avrebbero insospettito gli inquirenti, portando al loro arresto.