L’orrore della follia dell‘Isis sembra non conoscere confini: è delle ultime ore la notizia riguardante l’ultima terribile esecuzione effettuata dai combattenti dello Stato Islamico.

Teatro della sanguinosa messa in scena è stata Palmira, la cittadina siriana occupata dai soldati dell’Isis dallo scorso maggio, che è anche un sito archeologico purtroppo messo in pericolo dalle devastazione guidate dal fanatismo dei terroristi.

L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha confermato che tre persone prese in ostaggio sono state legate ad alcune colonne del sito archeologico e poi fatte saltare in aria. Gli attivisti che si occupano della situazione hanno fatto sapere che i membri dell’Isis coinvolti non hanno informato gli abitanti della zona, cui è stato vietato l’accesso al sito, dell’identità dei condannati né il motivo per cui sono stati giustiziati in questa maniera brutale.

Tuttavia si pensa che i tre prigionieri fossero stati catturati ad agosto in questo membri delle truppe del battaglione Fajr Libia, che fa parte della coalizione di Alba Libica e che in effetti si oppone all’espansionismo dell’Isis.

Sono molteplici le devastazioni cui è andata incontro Palmira, per non parlare della ingente perdita di vite umane. Si ricorda la decapitazione di un esperto archeologo che aveva cercato di salvaguardare il patrimonio della città, avvenuta ad agosto di quest’anno, ma anche l’esplosione che hanno colpito due tempi importanti e antichissimi come quelli di Bel e Baalshamin.

Recentemente era stato fatto saltare in aria anche l’Arco di Trionfo romano del sito archeologico, che era seguito da un elegante colonnato. Si sospetta che tra i prossimi obiettivi dei soldati dell’Isis ci sia anche l’anfiteatro romano, già utilizzato per alcune esecuzioni pubbliche.

Irina Bokova, direttrice generale dell’Unesco, ha da tempo condannato questi atti barbari, definendoli figli del terrore che l’Isis proverebbe per la storia e la cultura, in quanto “la conoscenza degli eventi del passato priva di credibilità e delegittima tutti i pretesti ideologici utilizzati per giustificare i loro crimini”.