Un’emittente televisiva irachena ha diffuso la notizia che il leader dell’Isis Abu Bakr al Baghdadi sarebbe stato ferito nel corso di un raid aereo nella parte settentrionale del Paese.

A mancare è però la conferma sia degli Stati Uniti che degli ufficiali iracheni che stanno combattendo i miliziani dello Stato Islamico. Il Colonnello Chris Garver ha affermato di aver esaminato i report sull’argomento ma di non poter in alcun modo confermare l’eventualità di un ferimento dell’autoproclamato Califfo.

Al Sumariya, la tv locale che diffuso per prima la voce, ha citato una fonte locale della provincia di Nineveh che affermava che al Baghdadi e altri leader dello Stato Islamico sarebbero stati colpiti lo scorso giovedì da un bombardamento della coalizione, che avrebbe avuto come obiettivo uno dei quartieri generali nelle vicinanze del confine siriano. Si tratta di una zona controllata dalla tribù Shammar, molto vicina alle milizie dell’Isis.

L’emittente può vantare delle buone connessioni con i politici sciiti e le forze irachene, per questo al momento la notizia gode di un certo credito, nonostante non siano arrivate prove documentario a supporto.

In passato al Baghdadi – il cui vero nome è Ibrahim al Samarrai – è stato più volte dato per morto o ferito. Il terrorista si è proclamato Califfo di tutti i musulmani due anni fa. Negli ultimi mesi l’Isis è sottoposto a una pressione crescente sia in Iraq che in Siria, e i territori controllati con la forza si stanno notevolmente rimpicciolendo rispetto all’inarrestabile avanzata iniziata nel 2014.

Di recente le forze statunitensi sbarcate in Siria erano riuscite a eliminare sia Abu Omar al Shishani, il comandante ceceno, che Abu Hayjaa al Tunsi, a capo delle truppe schierate sul fronte di Aleppo e Mabij: prezioso per il successo delle due operazioni il contributo di alcune spie interne all’organizzazione.

A Raqqa nel frattempo i bombardamenti russi hanno completamente isolato la città, mentre a Falluja l’esercito iracheno e le guarnigioni sciite stanno combattendo strenuamente e si attende a giorni l’annuncio della conquista.