Non c’è nulla di ufficiale, ma le dichiarazioni di alcuni esperti di sicurezza destano preoccupazione riguardo a un possibile attacco dell’Isis a Londra con armi chimiche.

A lanciare l’allarme è stato il quotidiano Times of London, che ha intervistato il colonnello Hamish de Bretton Gordon, uno dei maggiori esperti al mondo di armi chimiche. Secondo il militare il pericolo proverrebbe dagli oltre 700 foreign fighter di ritorno dalla Siria e dall’Iraq, che nel Regno Unito avrebbero facile accesso alla clorina, una sostanza utilizzata per la preparazione di bombe al cloro, che potrebbero essere utilizzate pe attentati in luoghi pubblici, tra cui la metropolitana di Londra.

A quanto afferma il colonnello, in Gran Bretagna è possibile comprare fino a 90 tonnellate della sostanza senza alcuna licenza, e per preparare un ordigno basta aggiungere del gas di quelli che si trovano sul retro dei frigoriferi casalinghi. Il reparto dell’anti-terrorismo della polizia ha risposto di essere già consapevoli della possibilità denunciata dall’esperto e che gli acquisti di clorina sono già sottoposti a controlli accurati, così come quelli di altri materiali usati per la costruzione di bombe di qualunque tipo.

Ultimamente le autorità inglesi hanno dovuto fronteggiare anche numerosi casi di una campagna di terrore afferente al cyber-terrorismo, la cui credibilità non è stata ancora confermata. Numerosi combattenti dell’Isis avrebbero infatti inviato messaggi inquietanti usando l’hashtag #LondonAttacks, annunciando i loro piani di eseguire vari attentati dinamitardi nella città, fornendo persino dettagli riguardo a tecniche e location specifiche. Numerosi tra gli account sospettati di essere affiliati all’Isis sono stati bloccati dalla polizia.

Nel frattempo sembra ridimensionata l’entità della strage avvenuta a Palmira, la città conquistata dall’Isis nel nord-est della Siria: non sarebbero 400 le vittime, come ha affermato ieri la tv di stato siriana, ma circa 67, tra cui 14 minorenni.

Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani la maggior parte delle esecuzioni è avvenuta perché i terroristi dell’Isis sospettavano i civili di nascondere membri delle forze del regime. I soldati lealisti finora uccisi sarebbero circa 150, mentre altri 600 sarebbero stati fatti prigionieri dai combattenti dello Stato Islamico.