In Gran Bretagna aumentano le preoccupazioni per gli attacchi da parte dell’Isis. Secondo quanto riporta il capo del MI5, l’ente di controspionaggio che rappresenta una specie di equivalente britannico dell’americana CIA, il pericolo di attentati non sarebbe mai stato così alto.

Andrew Parker, il direttore generale della sicurezza nazionale britannica, ha rilasciato al Telegraph delle dichiarazioni parecchio preoccupanti. Secondo quanto sostiene, l’Isis starebbe infatti pianificando nel Regno Unito una serie di attacchi di massa che avrebbero l’obiettivo di provocare diversi morti.

Parker ha affermato che nel corso della sua carriera, ovvero da 32 anni, non ha visto un pericolo di attentati “mai così elevato”. Al Telegraph, il capo della sicurezza nazionale dichiara anche che soltanto nel corso dell’ultimo anno gli agenti al suo servizio hanno sventato ben sei attentati che erano previsti sul suolo britannico. Una situazione davvero preoccupante che lancia un allarme Isis in tutto il paese e non solo, visto che sono stati sventati anche sette potenziali attentati all’estero, organizzati però da jihadisti che operano nel Regno Unito.

Andrew Parker punta inoltre il dito contro il problema dei foreign fighters, ovvero i cittadini dei paesi occidentali che si arruolano tra le forze dell’Isis e che in Gran Bretagna sono particolarmente numerosi: “Più di 750 estremisti di questo Paese sono andati a combattere in Siria e la crescita della minaccia non mostra alcun segno di cedimento. Stiamo assistendo a complotti contro il Regno Unito dietro la regia di terroristi con base in Siria, coadiuvati dai contatti che questi hanno con estremisti che abitano sul nostro territorio grazie a un uso sofisticato della tecnologia”.

Parker parla poi di quanto l’Isis si serva del web e dei social network per arruolare nuove forze tra i cittadini del Regno Unito, e allo stesso tempo di come gli strumenti informatici possano essere una risorsa preziosa per prevenire e combattere gli attentati: “Utilizziamo questi strumenti in un quadro di garanzie rigorose, ma senza di loro non saremmo in grado di mantenere il Paese sicuro”.