Anche l’Italia, per quanto indirettamente, fa capolino nella discussa lista di nomi di aspiranti miliziani dell’Isis di cui si è molto parlato nelle ultime ore.

Come noto l’enorme mole documenti elenca 22mila nominativi di persone che hanno sottoposto la propria candidatura per entrare a far parte delle milizie dello Stato Islamico. All’interno di questo ampio fascicolo è stata poi rintracciata un’ulteriore selezione di 122 persone che si sono presentate come aspiranti suicidi pronti a immolarsi per la causa dell’Isis.

Proprio tra questi ci sarebbero anche due jihadisti che avrebbero trascorso lunghi periodi nel nostro Paese. Alla posizione 47 della lista, che è stata poi pubblicata da Zaman al-Wasl, gruppo dell’opposizione siriana, si legge infatti il nome di Rawah al Itali, marocchino con la doppia nazionalità italiana, e al 7 Abu Ishaq al Tunisi, che stando alle forze dell’ordine negli ultimi quattro anni avrebbe girato per tutta Europa.

Gli uomini dell’intelligence tedesca, che avrebbero ricevuto la lista da un giornalista di Sky News contattato dal “pentito” Abu Hamed, ex membro dello Stato Islamico, hanno passato al vaglio i documenti, ritenendosi infine certi della loro autenticità. Hamed nelle sue dichiarazioni ha confidato che i vertici dell’Isis avrebbero lasciato la città di Raqqa, ritenuta poco sicura come campo base, e si sarebbero spostati nel deserto.

Ciò che in parte mina l’importanza capitale della scoperta è che la lista potrebbe essere molto datata, risalendo a un periodo compreso tra novembre e dicembre del 2013, ovvero circa sei mesi prima che fosse ufficialmente proclamato il Califfato: si tratterebbe dunque di aspiranti membri dei quali non è possibili stabilire l’effettiva entrata nell’organizzazione se non a posteriori. La memory card sottratta a uno dei vertici dell’intelligence interna del Califfato resta però un’utile documento riguardante la struttura dell’Isis.