L’Isis è ormai alle corde. Dopo i recenti successi degli eserciti della coalizione anti-Isis che in pochi giorni hanno liberato le città di Manbij e Sirte, il Califfato tenta l’ultimo colpo di reni, l’uscita di scena spettacolare: l’attacco dei lupi solitari su scala globale. La guerra in Medioriente ormai è perduta, e l’Isis spera di poter seminare ancora terrore tra gli Occidentali grazie ai propri adepti sparsi in tutto il mondo. I lupi solitari, mimetizzati tra la gente “normale”, sono pronti a colpire ovunque e a fare quante più vittime possibili.

L’Isis ai lupi solitari: colpite con qualsiasi cosa, anche con un pugno

La guerra si è intensificata ma noi resistiamo. Voi fate il vostro dovere e contribuite alla salvezza dello Stato islamico: colpite i miscredenti, fate stragi nei mercati e nelle stazioni ferroviarie e colpite i “crociati” nelle loro terre o ovunque si trovino. Noi contesteremo, davanti a Dio, qualunque musulmano che abbia la possibilità di versare anche una sola goccia di sangue crociato e non lo faccia, (quando potrebbe farlo) con un ordigno esplosivo, una pallottola, un coltello, un’automobile o una pietra, perfino con uno scarpone o un pugno.

Questo il messaggio “Come On Rise” intercettato da Site, il servizio di monitoraggio del terrorismo via web. L’appello proviene dal network Al-Thabaat notoriamente vicino agli uomini del Califfato. Nel messaggio il rappresentante dell’Isis, lo sceicco Abu Muhammad Al Adnani, pronuncia anche una lista di Paesi nei quali i lupi solitari sarebbero pronti a colpire, e cita anche l’Italia. Nell’elenco compaiono gli Stati Uniti, l’Iran e diversi Paesi europei tra cui Belgio, Danimarca, Francia, Spagna e Russia. Nel video, della durata di tre minuti e mezzo, scorrono anche le immagini della strage di Nizza e di quella di Orlando. Nei giorni scorsi il ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva avvisato che in Italia esiste un rischio radicalizzazione nelle carceri. Non confermata invece la notizia di militanti dell’Isis confusi tra i profughi sui barconi.