La massiccia propaganda dell’ISIS in Occidente ha sortito degli effetti anche in Italia. Un cittadino italiano che voleva arruolarsi nell’esercito dello Stato islamico sarebbe infatti stato fermato in Kurdistan nel luglio scorso. A renderlo noto, in una recente intervista concessa al quotidiano al Hayat, è stato il presidente curdo Massoud Barzani.

L’italiano che voleva arruolarsi nell’ISIS, sposando la causa jihadista, è stato fermato dalle autorità a Erbil, città curda dell’Iraq. L’uomo sarebbe entrato in territorio iracheno attraverso la Turchia. I suoi documenti, secondo quanto riferito dal leader curdo, risultavano in regola.

Al momento il cittadino italiano fermato a Erbil è nelle mani del dipartimento dell’antiterrorismo curdo. Il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha confermato il suo arresto, affrettandosi a specificare che la Farnesina è stata messa al corrente dell’accaduto solo pochi giorni fa. Gentiloni ha fatto sapere che l’ambasciata italiana a Baghdad sta seguendo la vicenda.

Il fermo dell’uomo, al momento, non è supportato da alcun documento ufficiale, malgrado i diplomatici italiani abbiano sollecitato le autorità locali, chiedendo di quali reati venga accusato e le prove della sua intenzione di arruolarsi nell’esercito dell’ISIS. L’ambasciatore italiano in Iraq, Massimo Marotti, ha subito rassicurato l’opinione pubblica nazionale, affrettandosi a dichiarare che il nostro connazionale sta ricevendo tutta l’assistenza di cui ha bisogno.

L’ambasciata è inoltre in costante contatto con la famiglia dell’uomo. Le indagini degli inquirenti iracheni sono ancora in corso. Secondo le prime indiscrezioni, il cittadino italiano fermato potrebbe essere Giampiero F., un trentenne di origini calabresi residente a Bologna. Il 18 gennaio 2015, il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, aveva infatti annunciato che un italiano era detenuto in Iraq, con l’accusa di terrorismo internazionale. Nel Paese non ci sarebbero altri italiani in carcere. Tutto fa dunque supporre che si tratti della stessa persona citata nell’intervista dal presidente curdo Massoud Barzani.

I familiari lo descrivono come un giovane uomo dalla personalità fragile, un bersaglio perfetto per la martellante propaganda degli jihadisti. Giampiero F. si era convertito all’Islam, sposando successivamente la causa jihadista. Di lui si erano perse le tracce da mesi.

La sua famiglia è incredula e non riesce a trovare altra spiegazione alle sue azioni all’infuori di un “lavaggio del cervello”. Su Whatsapp l’uomo scriveva ad altri simpatizzanti dell’ISIS:

È iniziata la mia lotta contro l’Occidente predone. Islam – libertà per i popoli oppressi. Lottiamo fino alla fine per liberare le terre schiacciate dalla violenza occidentale.