Il quotidiano parigino Le Monde, stando a quanto riferisce Baghdad, rende noto nelle prime ore del mattino che il Palazzo dell’Eliseo ha annunciato di aver condotto i primi attacchi aerei in Siria contro lo stato islamico, in coordinamento con la coalizione internazionale stretta tra Russia, Siria e Iran.

I vertici della capitale irachena hanno confermato le voci pervenute da Mosca su una “futura cooperazione”: l’Iraq coopera con Russia, Siria e Iran sul fronte dell’intelligence e della sicurezza in chiave anti-Isis. Il comando centrale di Baghdad, scrive al Arabiya, smentendo alcune dichiarazioni di esponenti del governo che avevano escluso la cooperazione con Mosca, ha annunciato che la cooperazione è già operativa.

Come si legge ne comunicato della presidenza “La Francia ha colpito in Siria. Lo abbiamo fatto sulla base di informazioni raccolte nelle ultime operazioni aeree condotte da oltre due settimane, nel rispetto della nostra autonomia d’azione, in coordinamento con i nostri partner della coalizione“. Parigi dunque, sempre secondo il comunicato, “conferma il risoluto impegno” a combattere contro “la minaccia terroristica rappresentata da Daesh” annunciando di voler “colpire ogni volta che la nostra sicurezza nazionale sarà in gioco“.

Novità anche sul fronte dei “foreign fighters“, il nucleo di combattenti ribelli stranieri contro lo Stato islamico. Come rivelato dalle fonti di intelligence Usa citate dal New York Times sarebbero “almeno 30.000″ in Siria e in Iraq. In 12 mesi il loro numero “è raddoppiato”secondo le  stime dei responsabili, affermando che i reclutamenti “sono in costante crescita, con quasi 1.000 nuovi combattenti al mese”. Almeno 250 le unità americane.