L’Isis lancia nuove minacce nei confronti dell’Italia. Dopo gli attacchi di Parigi, alcuni rappresentanti dello Stato islamico avevano ipotizzato che i prossimi obiettivi sarebbero stati Londra, Washington e anche Roma e ora è stato compiuto un misterioso attacco hacker nei confronti della regione Abruzzo.

Un gruppo di hacker che si rifà alle posizioni dell’Isis ha rivendicato un attacco informatico nei confronti del sito della regione Abruzzo. All’interno della pagina web era stato inserito un messaggio di minacce rivolte verso il nostro paese.

Nel messaggio, che è stato scritto in un inglese maccheronico, si dice: “L’Iraq sarà il cimitero dell’Italia. Salutiamo la morte che vi attende per mano dei mujahedin dell’Iraq”. L’attacco informatico è stato subito individuato e fermato, senza provocare l’interruzione del servizio del sito.

A comunicare questo inquietante episodio è stato il governatore della regione Abruzzo Luciano D’Alfonso. Attraverso un post scritto su Facebook, ha reso noto che: “Alle ore 14.30 di oggi il comando provinciale dei Carabinieri dell’Aquila, nell’ambito di un’azione di monitoraggio continuo sui siti web istituzionali, ha rilevato sulla pagina del portale della Regione Abruzzo app.regione.abruzzo.it un messaggio della Moroccan Islamic Union, un gruppo di hacker che si rifà alle posizioni dell’Isis”.

Attualmente sono in corso verifiche per accertare l’autenticità del messaggio postato sulla pagina web e se sia effettivamente riconducibile all’Isis. Il presidente dell’Abruzzo ha inoltre dichiarato: “Abbiamo ricostruito, attraverso verifiche sul web, l’attività del gruppo hacker che ha attaccato il sito della Regione e, pur mantenendo le attenzioni occorrenti, possiamo rilevare che si tratta di un gruppo che compie diffusamente solo azioni dimostrative. Quest’anno in Italia aveva già attaccato i siti web di una scuola di Scandicci (Fi) e di alcuni Comuni, veicolando messaggi dello stesso tenore, cui poi non ha fatto seguito alcun accadimento. Probabilmente gli hacker hanno inteso ricordare a modo loro l’anniversario della strage di Nassirya (12 novembre). In ogni caso restiamo vigili e attendiamo i risultati delle indagini del comando provinciale dei Carabinieri di L’Aquila”.