La notizia è arrivata da Twitter: secondo la direttrice di Site, il sito specializzato nel monitorare le attività dei jihadisti, l’Isis avrebbe arso vivo Muad Kasasbeah, il pilota giordano catturato lo scorso 24 dicembre. La notizia è stata confermata dall’esercito giordano che avrebbe già provveduto ad avvertire la famiglia del pilota.

Secondo il governo giordano, l’uomo sarebbe stato ucciso il 3 gennaio, e per questo l’Isis avrebbe rifiutato di fornire la prova che fosse vivo. Fino ad ora non sembra ancora essere apparsa la versione integrale del video. Da quanto è stato diffuso si vede l’ostaggio, vestito con la tuta arancione di tutti i condannati a morte dello stato islamico con un ematoma sopra l’occhio con alle spalle un fondo nero su cui compaiono le bandiere dei paesi della coalizione anti Isis.

Successivamente viene mostrato il pilota giordano in piedi, mentre dietro di lui c’è un gruppo di miliziani in tuta mimetica kaki e con il viso coperto. Nella tragica sequenza finale si vede l’ostaggio in una gabbia con la tuta imbevuta di benzina, mentre il fuoco avanza e lo avvolge. Ad appiccare il fuoco sarebbe stato un emiro – ovvero un comandante – di una regione dello stato islamico colpita dai bombardamenti – questo sarebbe il messaggio di una voce fuori campo.

Secondo altre versioni, ci sarebbero anche delle immagini che mostrano il pilota tra le macerie di una località colpita dai bombardamenti della coalizione a guida Usa e si mostrerebbero i corpi carbonizzati di vittime dei bombardamenti aerei della coalizione internazionale. L’uomo, dopo essere stato bruciato vivo, sarebbe stato sepolto con un bulldozer sotto le macerie.

Si sta ancora lavorano per confermare l’autenticità del video – lo ha comunicato la portavoce del consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca Bernadette Meehan. Nella parte terminale del video l’Isis avrebbe anche posto una taglia su una cinquantina di piloti giordani che partecipano o avrebbero partecipato ai raid contro lo Stato islamico, di loro sarebbero comparse le generalità, i gradi militari e la località di provenienza.