L’allarme arriva direttamente da James Robert Clapper, direttore dell’Intelligence Nazionale americana: l’Isis sarebbe riuscita a innestare delle sue cellule terroristiche nascoste nel tessuto sociale di Italia, Germania e Regno Unito.

L’annuncio è arrivato a margine del viaggio del Presidente Barack Obama in Europa, durante il quale ha invitato i suoi colleghi del Vecchio Continenti a contribuire di più alla lotta contro lo Stato Islamico e le sue ramificazioni.

A sorprendere non è tanto l’ammissione dell’esistenza di nuclei terroristici pronti ad attaccare, quanto l’ammissione esplicita della figura al vertice dei servizi d’intelligence americani: come è stato riportato, nonostante gli arresti più clamorosi si siano giustamente concentrati in Francia e Belgio, altri fermi importanti di sospetti terroristi sono stati effettuati nelle nazioni citate.

Secondo recenti stime le nazioni europee con il maggiore numero di residenti che sono andati in Siria o in Iraq a combattere, o che stanno pianificando di farlo, sono la Francia (circa 1800), la Germania e il Regno Unita (circa 800 a testa) e il Belgio (450). Non è possibile determinare quanti tra questi foreign fighter siano tornati in patria, ma le statistiche più utilizzate oscillano tra il 20 e il 30%.

Barack Obama in un discorso in quel di Hannover, che si è trasformato in una vera e propria “call to action”, ha affermato che “questi terroristi stanno facendo tutto ciò che è in loro potere per attaccare le nostre città e uccidere i nostri concittadini, perciò dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per fermarli”.

Il Presidente degli Stati Uniti ha poi chiesto gli Stati europei di rafforzare con il loro aiuto le forze locali in Iraq, nonché di sostenere economicamente il Paese per evitare che l’estremismo possa diffondersi. È stato poi ricordato quanto sia importante condividere informazioni tra i vari servizi d’intelligence nazionali, cosa fatta molto di rado.