A bordo di 30 pick-up armati di mitragliatrici e lancia granate Rpg, i jihadisti dello Stato islamico (Isis) hanno fatto irruzione nella città costiera di Sabrata, dopo che, mercoledì, tre dei loro uomini erano stati catturati da una milizia rivale.

La città ed il sito archeologico di Sabrata si trovano a soli 70 km a ovest di Tripoli, in Libia, a 30 dal confine con la Tunisia. Mai Isis si era spinta così ad ovest, ha sottolineato il Times, ad oltre 430 km dalla roccaforte di Sirte.

I Pick up sventolanti la bandiera nera dell’ Isis sono piombati nel centro della città, piazzando dei checkpoint, riferiscono i media libici, per lasciare il sito solo dopo una lunga trattativa con il consiglio municipale, ottenendo la liberazione dei tre jihadisti catturati qualche giorno fa. L’ Isis tuttavia “ha ancora una presenza importante in città” ha riferito una fonte locale a Libya Channel.

Il sito di Sabrata (situato a solo un chilometro e mezzo dalla città) è uno dei gioielli archeologici libici, assieme alla più nota Leptis Magna. Riportata alla luce nel 1920, dagli archeologi italiani diretti da Renato Bartoccini, Sabrata è satata inserite nella lista dei monumenti Patrimonio dell’ Umanità dell’ UNESCO nel 1982. Il sito è stato fondato dai Fenici di Tiro nel V secolo a.C., per poi essere conquistata dai romani intorno al 46 a.C., sotto i quali godette di grande prosperità. Il più importante monumento del complesso è il teatro romano, uno dei meglio conservati al mondo, praticamente ancora intatto, realizzato tra il II ed il III secolo, la cui parte più spettacolare è costituita dal muro di scena formato da tre piani di colonne di marmo sovrapposte. Si teme ora che il sito archeologico possa ricevere lo stesso trattamento che subì Palmira, in Siria, di cui gli uomini di Abu Bakr al Baghdadi hanno fatto scempio.