La Turchia continua a essere bersaglio degli attentati e delle minacce dell’ISIS. Secondo un recente report redatto dai servizi segreti turchi i terroristi dell’autoproclamato Stato Islamico starebbero pianificando la contaminazione delle riserve idriche turche. L’avvelenamento dell’acqua potabile e dei bacini idrici in Turchia da parte dell’ISIS esporrebbe la popolazione al rischio di malattie infettive ed epidemie. Gli 007 turchi hanno diramato un’allerta alle forze dell’ordine e alle autorità locali in tutto il territorio nazionale affinché vigilino su questa ulteriore minaccia dei terroristi. Il rapporto, destinato a rimanere confidenziale per non scatenare la psicosi tra la popolazione, è stato diffuso dai media turchi.

Il dossier porta la firma del vicegovernatore di Istanbul Nurullah Naci Kalkancı che sin dal 15 gennaio 2016 è venuto a conoscenza della minaccia. L’allarme è più che fondato. L’ISIS ha già dimostrato di essere in grado di una guerra chimica. In Siria e in Iraq i terroristi islamici hanno compiuto diversi attacchi servendosi di cloro, antrace ed altre armi chimiche.

Il prossimo obiettivo dell’ISIS è diffondere nei territori da assoggettare batteri in grado di decimare la popolazione. I servizi segreti turchi temono soprattutto per la diffusione della tularemia, una patologia causata dal batterio Francisella tularensis, meglio nota come febbre dei conigli. La malattia secondo l’ISS si può contrarre ingerendo acqua contaminata, consumando carne cruda infetta o venendo a contatto diretto con animali infetti.

Questa infezione causa attacchi di vomito e diarrea, febbre alta e senso di debolezza. Un’epidemia di tularemia in Turchia potrebbe causare molte vittime perché il personale sanitario non è preparato a fronteggiare malattie così difficili da diagnosticare. Nelle forme polmonari e tifoidee, senza una diagnosi e un trattamento immediato, il tasso di mortalità della tularemia può superare il 30%. A dispetto delle minacce sempre più frequenti dell’ISIS gli 007 turchi si dicono perfettamente in grado di prevenire attacchi batteriologici e assicurano di aver rafforzato i controlli sulle riserve idriche del Paese.