I militanti dell’ISIS hanno compiuto una nuova strage in Libia, uccidendo 29 cristiani copti. A renderlo noto sono stati gli stessi jihadisti nella modalità ormai tristemente nota al mondo intero: la diffusione del video shock dell’esecuzione di massa dei prigionieri.

Il filmato che riprende la decapitazione dei cristiani finiti nelle mani dei jihadisti dura 29 minuti. Nel video, girato su una spiaggia, si vedono i prigionieri vestiti con delle tute arancioni, in ginocchio, circondati dai terroristi dell’ISIS.

I jihadisti indossano passamontagna neri e giubbotti esplosivi. Nel filmato i prigionieri vengono uccisi a colpi di pistola o decapitati. Nel video shock i jihadisti rivolgono nuove minacce agli “infedeli”:

Siamo tornati. Il sangue musulmano versato in nome della vostra religione non sarà a buon mercato. Vi troveremo ovunque, anche se sarete protetti in roccaforti.

Dopo la diffusione del video, l’Ambasciata dell’Etiopia in Egitto ha subito avviato delle verifiche per accertare la nazionalità delle vittime. Al momento le autorità etiopi non hanno trovato conferme, come ha fatto sapere il portavoce del governo Redwan Hussein:

Abbiamo visto il video ma la nostra ambasciata a Il Cairo non è in grado di confermare che le vittime siano cittadini etiopi. Tuttavia, il governo etiope condanna l’atto atroce.

Questa esecuzione di massa è solo l’ultima di una lunga serie. Per quanto riguarda i cristiani copti, già lo scorso febbraio l’ISIS aveva pubblicato un video che riprendeva l’uccisione di 21 egiziani, imprigionati nelle roccaforti dei terroristi in Libia.

La diffusione del video della decapitazione dei cristiani ha suscitato l’immediata reazione delle autorità internazionali. La Casa Bianca ha diffuso un comunicato condannando il brutale omicidio di massa. Bernadette Meehan, portavoce del Consiglio di Sicurezza nazionale, ha invocato azioni immediate e più incisive per evitare nuove stragi:

Questa atrocità, ha dichiarato Meehan, sottolineano ancora una volta l’urgente necessità di una soluzione politica al conflitto in Libia come risposta ai gruppi terroristici. Gli uomini di tutte le fedi religiose rimarranno uniti di fronte alla barbarie dei terroristi. Gli Stati Uniti sono con loro.