Ancora orrore in Siria, e più precisamente dalla città di Raqqa, roccaforte dell’ISIS. I militanti dello Stato Islamico domenica scorsa, all’alba, hanno decapitato cinque persone. L’accusa per tutte le vittime è quella di essere delle spie. Si tratta di cinque giovani che vivevano nella città di Tabqa, non lontano da Raqqa. Sabato scorso i cinque uomini sono stati prelevati dai terroristi nelle loro abitazioni e processati di fronte ai giudici incaricati di imporre la Sharia, la legge islamica. I cinque ragazzi sono stati accusati di aver passato informazioni all’Unità di Protezione Popolare YPG, una delle sacche di resistenza curda che in questi mesi stanno combattendo l’ISIS. Il tribunale li ha poi condannati a morte.

Prigionieri ISIS giustiziati di fronte alle famiglie

La brutalità dell’ISIS non conosce limiti. Per dimostrare ulteriormente la propria ferocia, i giudici islamici hanno ordinato che le esecuzioni avvenissero davanti alle famiglie dei cinque condannati. Gli uomini sono stati così decapitati davanti agli occhi di genitori, fratelli e sorelle che non hanno potuto far altro che assistere in lacrime alle esecuzioni.

A poche ore di distanza dal massacro il quotidiano britannico Mirror è riuscito a risalire all’identità di quattro dei cinque ragazzi uccisi. Si tratta di calciatori professionisti che, nonostante la guerra, continuavano a giocare a calcio nel campionato siriano, con la maglia della squadra locale Al Shabab. Si tratta di Osama Abu Kuwait, Ihsan Al Shuwaikh, Nehad Al Hussen e Ahmed Ahawakh. Il nome della quinta vittima invece ancora non è stato reso noto. Il sospetto è che la condanna per spionaggio sia stata montata a tavolino. I militanti jihadisti probabilmente volevano colpire ancora una volta lo stile di vita di persone che cercavano di vivere in modo “normale” giocando a calcio, provando a non pensare alle bombe e alle esecuzioni almeno per 90 minuti. Giocare a calcio è un’attività osteggiata dagli estremisti islamici. Un anno fa l’ISIS vietò persino ai bambini di giocare a calcio in strada.