Nuove tracce della minaccia rappresentata dall’Isis in Egitto. Secondo fonti ufficiali un uomo di cittadinanza egiziana è stato decapitato e quindi crocifisso a un albero dai guerriglieri dello Stato Islamico che lo accusavano di essere un collaboratore della polizia.

Stando alle fonti consultate sul posto sarebbero otto i jihadisti coinvolti, ma sopratutto l’area sarebbe la stessa – ovvero il deserto occidentale del Wahat – in cui ieri un gruppo di turisti messicani sono stati attaccati e uccisi dalle forze di sicurezza che li avrebbero scambiati per soldati affiliati all’Isis.

Potrebbe dunque essere stata una tragica coincidenza a provocare l’incidente: alcuni testimoni raccontano infatti che gli abitanti del posto avrebbero segnalato alla polizia alcune mezzi 4×4 su cui i jihadisti sarebbero fuggiti. Vetture dello stesso tipo sono state utilizzate proprio dai turisti colpiti dai missili dell’esercito egiziano.

Secondo quanto comunicato dalle autorità i soldati dello Stato Islamico sarebbero arrivati dalla Libia, e più precisamente dall’area di Derna, dopo essere stati messi in fuga dall’esercito locale.

L’organizzazione terroristica ha rilasciato una dichiarazione sul web in cui rivendica il proprio operato in Egitto: “In un’operazione benedetta da Dio i soldati del Califfato hanno contrastato una campagna condotta dall’esercito degli apostati nel deserto occidentale. Questa operazione li ha obbligati a ritirarsi dalla zona in seguito alla sconfitta a opera dei mujaheddin“.