L’efferatezza dell’ISIS non risparmia i bambini. L’ONU ha infatti denunciato la decapitazione e la crocifissione di decine di bambini, appartenenti alle famiglie delle minoranze irachene. Si tratta perlopiù di yazidi, cristiani, sciiti e sunniti. In un recente rapporto, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha descritto le atroci torture inflitte dai terroristi islamici ai bambini in Iraq. I militanti dello Stato islamico  avrebbero sottoposto i bambini iracheni a violenze inenarrabili, stuprandoli, seviziandoli e uccidendoli senza alcuna pietà.

Oltre alla crocifissione e alla decapitazione, l’ISIS avrebbe assassinato diversi bambini seppellendoli vivi. Molti bambini sarebbero stati sottratti alle loro famiglie e venduti come schiavi del sesso.

L’orrore descritto nel report dell’ONU dimostra ancora una volta come i terroristi non abbiano alcun rispetto per la vita dei bambini, utilizzati anche come strumento di morte. Nei mesi scorsi,  in diversi video l’ISIS aveva infatti mostrato di avere assoldato anche numerosi bambini nelle sue fila, facendo compiere delle esecuzioni ai piccoli militanti.

L’ISIS utilizza spesso i minori come scudi umani nei combattimenti a fuoco. I bambini vengono strumentalizzati per proteggere le basi dai bombardamenti della coalizione. In alcuni filmati dell’ISIS sono apparsi addirittura dei bambini con disturbi mentali, impiegati dai militanti dello Stato islamico come kamikaze. I piccoli iracheni vengono sottratti alle loro famiglie sin dalla più tenera età e arruolati per la Jihad.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha chiesto alle autorità irachene di proteggere meglio i minori, evitando che finiscano nelle mani dei terroristi. Come ha sottolineato Renate Winter, membro della Commissione ONU che ha redatto il report:

La portata del problema è enorme. Siamo profondamente preoccupati per la tortura e l’uccisione di questi bambini, in particolare quelli appartenenti a minoranze, ma non solo.

Il rapporto dell’ONU suscita ulteriore sdegno nell’opinione pubblica mondiale, ancora scossa per l’esecuzione del pilota giordano Muad Kasasbeah, arso vivo in una gabbia alcuni giorni fa.

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