I militanti dell’Isis hanno distrutto il tempio di Baalshamin sito presso le antiche rovine di Palmira.

La notizia è stata confermata dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, il gruppo ormai noto di attivisti che monitora la situazione del Paese dalla Gran Bretagna, secondo il quale il monumento sarebbe stato ridotto in macerie in seguito alla detonazione di una grande quantità di esplosivo, probabilmente dinamite, collocata intorno al tempio di Baalshamin. Non è ancora chiara la tempistica dell’esplosione, dato che l’Osservatorio fa risalire il fatto al mese scorso, mentre l’attivista Osama al-Khatib, originario della zona, afferma che il tempio sarebbe stato fatto crollare questa domenica.

Considerato uno dei monumenti meglio conservati del sito archeologico, il tempio, dedicato al dio Baal del culto semitico pre-islamico sviluppatosi nella regione, era rimasto integro per quasi 2000 anni. Collocato a un centinaio di metri da un anfiteatro romano che lo scorso mese l’Isis ha trasformato in un patibolo, avendovi ucciso 25 prigionieri (e filmando l’esecuzione), il tempio faceva parte del sito patrimonio dell’Unesco.

Purtroppo la distruzione del tempio di Baalshamin non è che l’ultimo capitolo della orribile e sanguinaria occupazione della città di Palmira da parte delle milizie dello Stato Islamico, entrate nel nucleo urbano dopo l’assedio di maggio.

La scorsa settimana infatti alcuni terroristi dell’Isis, dopo aver distrutto dozzine di statue antiche e aver fatto saltare in aria una coppia di tombe antichissime, hanno rivolto la propria furia contro il custode di tali meraviglie storiche: è notizia della scorsa settimana la decapitazione di Kahalid al-Asaad, archeologo che per oltre 50 anni aveva preservato i reperti storici della città.

I militanti dell’Isis considerano tutti gli artefatti la cui creazione è precedente alla nascita dell’Islam come delle testimonianze del passato pagano della regione, che per questo motivo deve essere distrutto. Tuttavia svariate volte è stata documentata la vendita di alcuni reperti sul mercato nero allo scopo di finanziare ulteriori operazioni belliche e terroristiche.