Nella serata di ieri combattenti dell’Isis hanno fatto irruzione nella città di Sabrata, sita nella zona occidentale della Libia, occupando posizioni chiave tra cui il principale ospedale della città dopo aver combattuto in maniera confusa con le locali brigate.

Secondo alcuni report Alba Libica sarebbe stata pronta a inviare delle unità a supporto degli abitanti del centro urbano. Non è ancora chiara la dinamica di questa nuova azione bellica dei terroristi dello Stato Islamico, ma a quanto sembra i soldati avrebbero approfittato di un momentaneo vuoto nella sicurezza del centro della città, dovuto a un pattugliamento delle forze locali concentrato nella parte sud.

I combattenti dell’Isis impegnati nell’operazione sarebbero stati tra i 100 e i 150, e tra gli obiettivi dei terroristi ci sarebbero stati la stazione di polizia, alcune banche e l’ospedale, quest’ultimo sito in prossimità delle storiche rovine di Sabrata.

Nel corso del blitz che, almeno stando ai comunicati ufficiali, si è concluso con il respingimento delle forze terroristiche da parte delle truppe locali, sono morte 19 guardie poste a protezione della quartiere generale di sicurezza, che è stato occupato per tre ore: 12 fra queste sarebbero state decapitate. Altre fonti però parlano di combattimenti ancora in corso nel centro della città e di una situazione di caos pieno.

La città di Sabrata è noto come un punto di raccolta per tutti i rifugiati che hanno deciso di rischiare tutto affrontando il pericolo e illegale viaggio che li porterà in Europa. Già nel corso del 2015 era stato stabilito che l’Isis aveva organizzato alcuni campi di addestramento per i suoi miliziani nelle vicinanze del centro urbano.

L’ennesimo blitz dell’Isis in Libia ha reso palese quanto i suoi spostamenti possano essere difficili da tenere sotto controllo anche in momenti di grande difficoltà, visto che solo la settimana scorsa raid aerei americani avevano ucciso varie decine di terroristi ma anche due diplomatici serbi catturati e presi in ostaggio.