Mentre l’ISIS continua a cercare proseliti tra gli islamici emigrati nei Paesi occidentali, diffondendo video e documenti di propaganda, le autorità italiane non stanno a guardare. Il Ministero degli Interni oggi ha espulso un marocchino a Varese, considerato un soggetto a rischio perché simpatizzante della causa jihadista.

L’uomo, un operaio di 34 anni sposato con due figli, avrebbe espresso sostegno alle attività del Califfato tali da giustificarne l’espulsione. Secondo il Viminale, infatti, simpatizzare per un’organizzazione terroristica che si macchia di crimini efferati, è il primo passo di un percorso pericoloso che conduce a diventarne parte attiva. I simpatizzanti sarebbero più facilmente plagiabili. L’ISIS, d’altro canto, ha dimostrato più volte di avere gli strumenti per ampliare le fila degli jihadisti grazie a filmati e documenti dall’alto impatto emotivo.

Il marocchino espulso a Varese conduceva una vita apparentemente irreprensibile, dividendosi tra casa e lavoro. Gli stessi datori di lavoro dell’uomo si sono mostrati increduli alla notizia della sua espulsione, recandosi in questura per chiedere una spiegazione alle autorità.

A far scattare l’espulsione è stata la frequentazione di siti inneggianti alla Jihad. Il magrebino, inoltre, avrebbe più volte espresso parere favorevole all’avanzata dell’ISIS in Siria e alle mire espansionistiche del Califfato. Opinioni reputate pericolose dall’intelligence italiana. Il presunto jihadista ha già abbandonato l’Italia, partendo dall’aeroporto di Malpensa.

Il 10 gennaio scorso le autorità italiane, in collaborazione con le forze dell’antiterrorismo francese, avevano arrestato un altro simpatizzante della Jihad, Sahbi Chriaa. L’uomo, un 37enne di origini tunisine, è stato catturato a Lavagna, in provincia di Genova, mentre si intratteneva in macchina con una prostituta. Questa mattina il Tribunale di Genova al processo per direttissima ha convalidato il suo arresto, condannandolo a un anno di carcere per resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale.

Sahbi Chriaa verrà condotto a Ventimiglia per essere interrogato dalle forze dell’antiterrorismo francesi, cui spetta la competenza del caso. La residenza dell’uomo, infatti, è a Bordeaux. L’uomo si è difeso affermando di essere semplicemente in vacanza in Italia e di essere diretto a Pisa e a Firenze. In passato Sahbi Chriaa non ha nascosto le sue simpatie per la causa jihadista sia mentre era detenuto nel carcere di Nanterre per tentato omicidio che più di recente, quando nel carcere di Marassi, a Genova, avrebbe inneggiato alla Sharia, costringendo gli agenti a porlo in isolamento.