I responsabili dello Us Central Command hanno raccontato alla Cnn, che in questo momento stanno raccogliendo il maggior numero di informazioni sulle difese dell’Isis nella roccaforte di Mosul – quella che è un po’ la capitale del Califfato -, in previsione del lancio di un’offensiva – prevista per aprile – allo stato islamico da parte dell’esercito iracheno con l’appoggio delle forze della coalizione nata per combattere lo Stato Islamico.

Secondo l’esercito Usa, l’Isis sta rafforzando le sue difese in città, e quindi le forze irachene potrebbero aver bisogno dell’aiuto americano per “individuare i bersagli militari da colpire“. In altre parole, l’esercito Usa potrebbe raccomandare alla Casa Bianca di inviare truppe sul campo. Secondo lo United States Central Command (Centcom) i raid della coalizione anti-Isis hanno il compito di tagliare le linee di rifornimento  del califfato islamico, in modo da rendere l’Isis isolato e incapace di ricevere rinforzi. Il comando centrale dell’esercito Usa pensa anche che il califfato “abbia perso la capacità di conquistare nuovo territorio in Iraq e controllarlo”. Per questo si sono ritirati da Kobane, devono decidere dove utilizzare i combattenti. A ciò bisogna poi aggiungere il fatto che “i combattenti stranieri in arrivo sono diminuiti negli ultimi 4-5 mesi“.

In tutto questo, c’è da registrare un’informazione preoccupante per i paesi occidentali – e quindi anche per l’Italia. L’Isis avrebbe confermato le “voci di defezioni nei propri ranghi”, ma in realtà si tratterebbe di una mossa per nascondere il fatto che un certo numero di foreign fighters sarebbero ritornati nei paesi d’origine per compiere degli attentati kamikaze. L’informazione sarebbe partita da attivisti anti-Isis presenti a Mosul – e ovviamente è ancora da confermare.

Da registrare infine la continuazione dei raid aerei giordani contro le postazioni dell’Isis, siamo ormai al quarto giorno dell’operazione “Martyr Muath“, nata come rappresaglia alla barbara uccisione del pilota giordano ad opera dell’Isis.