L’avanzata dell’ISIS in Libia e le continue minacce degli jihadisti all’Italia e al Vaticano hanno messo in allerta anche le Guardie Svizzere incaricate della sicurezza di Papa Francesco. Il nuovo comandante della Guardia Svizzera Pontificia Christoph Graf, in una recente intervista rilasciata al quotidiano Il Giornale, ha spiegato che l’attentato organizzato dai terroristi islamici in Francia, che ha portato a una strage nella redazione della rivista satirica Charlie Hebdo, potrebbe ripetersi in qualsiasi momento anche in Vaticano:

Noi siamo pronti a intervenire per difendere Francesco, in qualsiasi momento, ha poi rassicurato Graf. Io credo che il Papa non abbia paura di niente: si vede da come si muove, ama la vicinanza con le persone. Può succedere qualcosa, ma si vede che lui non ha paura. A noi il difficile compito di garantire la sua sicurezza.

Graf ha spiegato che le minacce rivolte dall’ISIS all’Occidente e ai cristiani in particolare hanno rafforzato l’allerta, già molto alta, intorno a Papa Francesco. Anche se Bergoglio ama il contatto con la gente e chiede spesso agli addetti alla sicurezza di lasciargli più spazio, le guardie tengono sempre gli occhi ben aperti per proteggerlo da potenziali attentati:

Abbiamo chiesto alle guardie di essere più attente, osservare bene i movimenti delle persone. Di più non possiamo fare. Ciò che è successo a Parigi può succedere anche qui, e non si può prevedere se non c’è un servizio di intelligence che ha informazioni precise.

In caso di un attentato al Vaticano, le Guardie Svizzere sarebbero pronte a intervenire insieme alla Gendarmeria vaticana. Mentre le Guardie Svizzere si preoccupano per la sicurezza del pontefice, Papa Francesco ha espresso la sua preoccupazione per l’escalation di violenza in Libia. L’avanzata dell’ISIS sta causando un nuovo flusso migratorio incontrollato verso le coste italiane. Al riguardo, Bergoglio si è complimentato con la Guardia costiera italiana per gli immensi sforzi profusi nel salvataggio dei profughi libici:

Io ho ammirazione per voi, davvero, lo dico, mi sento piccolo davanti al lavoro che voi fate rischiando la vita, e vi ringrazio di cuore per questo. Ma vi sostengo come posso: con le preghiere e le buone parole e l’affetto.

Il Papa ieri, nel corso dell’udienza generale a Piazza San Pietro, ha auspicato una risoluzione pacifica della crisi libica, invitando la comunità internazionale ad adoperarsi per fermare l’avanzata dell’ISIS. Il pontefice ha poi rivolto un pensiero alle vittime della guerra in Ucraina, augurandosi che anche su quel fronte si possa presto giungere a una soluzione diplomatica duratura.