Il Pentagono ha confermato da poche ore la notizia che sta facendo il giro del mondo: il numero 2 dell’Isis, Abd ar-Rahman Mustafa al-Qaduli, conosciuto anche come Haji Imam, sarebbe stato ucciso durante un raid aereo degli Stati Uniti in Siria.

La qualifica di numero 2 del Califfato del terrore proviene dal ruolo di leader religioso dell’uomo e dalla sua funzione di ministro delle finanze, per così dire, dello Stato Islamico. Il bombardamento in realtà è avvenuto nel corso del mese di marzo, come ha confermato un funzionario americano, e avviene dopo l’uccisione di quello che è stato definito come il ministro della guerra dell’Isis Tarkhan Batirashvili, altrimenti noto come Omar al-Shishani.

Ashton B. Carter, segretario della Difesa, si è detto soddisfatto dell’opera di sistematica eliminazione del gabinetto del’Isis, per quanto abbia ammesso che colpire la leadership, nonostante si tratti di una mossa necessaria, non può essere sufficiente per arrestare l’ondata jihadista. I leader uccisi infatti sono stati identificati come preziosi per l’organizzazione terroristica, trattandosi di persone di grande esperienza, ma in ogni caso verranno rimpiazzati velocemente e la lotta continuerà ad andare avanti.

al-Qaduli sarebbe stato il responsabile della pianificazione generale di alcune dell’operazione dell’Isis all’estero, ma il Pentagono non è al momento al corrente del suo coinvolgimento negli attentati di Bruxelles.

Secondo Carter il terrorista era noto sin dalle sue prime esperienze con al Qaeda, ed era uno dei tre obiettivi principali dei raid USA: su Al-Qaduli era stata posta una taglia di sette milioni di dollari, e alcuni ritengono potesse essere un candidato alla successione di al Baghadi, per quanto la sua discendenza turcomanna possa gettare qualche dubbio sull’effettiva possibilità.

Nel corso dei raid americani, ha continuato Carter, sono stati distrutti anche molti ordigni esplosivi artigianali e materiali per la costruzione di bombe che avrebbero potuto essere utilizzati contro l’esercito iracheno nella battaglia per la riconquista di Mosul.

Si ricorda che all’inizio dell’anno un commando speciale dell’esercito americano è stato impiegato in Iraq allo scopo di identificare, catturare e uccidere i leader dello Stato Islamico: non è ancora chiaro se il momento positivo sia da attribuire a loro ma Carter dichiara di voler proseguire su questa scia.