Svolta nel coinvolgimento dell’Italia nella lotta ai terroristi dell’Isis: si apprende oggi da fonti del Corriere della Sera che il nostro Paese sarebbe pronto a prendere parte ai bombardamenti delle truppe dello Stato Islamico in territorio iracheno.

I Tornado schierati dall’Italia come supporto alle operazioni della coalizione occidentale, sinora impiegati in missione di ricognizione e illuminazione degli obiettivi, saranno dunque assegnati anche ai bombardamenti, d’altro canto funzione primaria dei cacciabombardieri.

Nuove regole d’ingaggio per l’Italia, mentre la Germania continuerà a mantenere la stessa linea tenuta finora dall’esercito tricolore in Iraq. L’Italia è entrata a far parte della coalizione da meno di un anno, impiegando quattro Tornado in una base aerea in Kuwait insieme a un aereo cisterna e un pugno di droni, per un totale di circa 140 uomini impiegati in missione esclusivamente di ricognizione.

Importante anche il contributo fornito in termini di armamenti e addestramento forniti alle truppe Peshmerga curde che sono state le uniche a ingaggiare battaglia via terra contro le forze dell’Isis.

La scelta di impegnare parte delle proprie risorse in Iraq invece che in Siria non è casuale: esiste infatti un’esplicita richiesta da parte del governo iracheno di un sostegno bellico che includa anche bombardamenti, mentre per ora un analogo appello siriano è stato rivolto solo alla Russia. Si tratta di un fattore strettamente legale che l’Italia ha ritenuto molto importante rispettare.

Il Ministero della Difesa si mantiene cauto e ha reagito alle indiscrezioni riportate dal Corriere affermando che si tratterebbe al momento di “ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso, dovranno passare dal Parlamento“.

In ogni caso nel Paese retto da Assad la Francia ha già iniziato a sganciare bombe mentre il Regno Unito sta attendendo l’ok del suo Parlamento: due coinvolgimenti che Renzi in sede di assemblea alla Nazioni Uniti ha criticato con forza ritenendo le operazioni parte di una soluzione poco praticabile.

Nel frattempo la Nato ha chiesto alla Russia il cessate il fuoco contro “l’opposizione siriana e i civili”, riferendosi ai bombardamenti recenti a supporto delle truppe di Assad, condannando nel contempo la violazione dello spazio aereo della Turchia.