Le autorità marocchine hanno reso noto di aver arrestato un cittadino italiano affiliato all’ISIS, accusato di preparare attentati per conto dell’autoproclamato Stato Islamico. Il terrorista è stato fermato all’aeroporto di Oujda, non lontano dal confine con l’Algeria. Il fermo è avvenuto l’8 giugno scorso ma la notizia è stata ufficializzata solo nelle scorse ore.

L’identità dell’uomo non è ancora stata accertata dai servizi segreti marocchini, ma dalle prime informazioni trapelate è emerso che l’uomo aveva fissato la sua residenza in Belgio, Paese ormai tristemente noto come il covo delle cellule terroristiche jihadiste più agguerrite e meglio organizzate. Non si sa ancora se l’uomo negli ultimi anni abbia anche vissuto in Italia o se sia nato nel nostro Paese e sia stato trovato in possesso del passaporto italiano.

Dal Belgio il terrorista si sarebbe poi recato in Marocco nel 2015. Nel periodo trascorso a Casablanca l’uomo avrebbe pianificato degli attentati, individuando obiettivi sensibili in Marocco per conto dell’ISIS.

L’arresto, come reso noto dal Ministero dell’Interno di Rabat, è avvenuto grazie a una segnalazione dell’intelligence che avrebbe identificato contatti tra il terrorista e l’ISIS. La radicalizzazione sarebbe avvenuta proprio in Belgio. Dopo aver subito un indottrinamento dai gruppi estremisti radicati nel Paese europeo, nel 2014 l’uomo avrebbe cercato di arruolarsi nelle milizie dell’ISIS, partendo alla volta dei campi di addestramento dislocati in Siria e in Iraq.

L’aspirante combattente non sarebbe però riuscito a raggiungere le roccaforti dell’ISIS e avrebbe fatto ritorno in Belgio, per poi ripartire nuovamente nel 2015 alla volta del Marocco. Pochi giorni fa è stato emesso un mandato di arresto per terrorismo per un’altra cittadina italiana, accusata di essere entrata a far parte dell’ISIS dopo una radicalizzazione avvenuta in rete. Si tratta della 21enne di origini marocchine Meriem Rehaily, residente insieme alla famiglia ad Azergrande, in provincia di Padova. Il provvedimento è stato firmato dal gip di Venezia Roberta Marchiori.

Secondo le autorità italiane la giovane, di cui non si hanno notizie da luglio del 2015, attualmente si troverebbe nei territori siriani in mano al Califfato, raggiunti dopo essere atterrata in Turchia. Il padre ha riferito di non essere più in contatto con lei.