Non si ferma la furia dei jihadisti dello Stato Islamico in Siria: secondo quanto riferiscono alcune organizzazioni internazionali, i miliziani dell’ISIS avrebbero pubblicamente lapidato due giovani ragazzi gay. Le esecuzioni, decise dopo un sommario processo, sarebbero state portate a termine di fronte a un gruppo attonito di concittadini, tra cui molti bambini.

La prima condanna a morte è arrivata nella città di Mayadeen, dove un ragazzo di 20 anni è stato accusato di essere omosessuale sulla base di alcuni contenuti per adulti memorizzati sul suo smartphone. Le “pratiche indicenti con gli uomini”, così come riportano alcuni media locali, sarebbero in contrasto con i precetti religiosi del gruppo estremista, tanto da giustificarne un’atroce sassaiola pubblica. Ad assistere alla scena, così come già anticipato, un gran numero di bambini: una scelta forse non casuale, per alimentare quella strategia del terrore da settimane in atto nei territori conquistati.

Il secondo condannato, un ragazzo di 18 anni, è stato invece ucciso nella città di Hamidyeh. Medesima l’accusa: il supporto rinvenimento di contenuti per adulti a sfondo omosessuale sullo smartphone del giovane. Una coincidenza tutt’altro che casuale, così come sottolineano alcuni attivisti dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, forse una scusa orchestrata ad arte per eliminare due oppositori allo Stato Islamico.

Sebbene siano le prime due esecuzioni giustificate con l’omosessualità dal gruppo estremista, nel corso degli ultimi mesi sono state migliaia le condanne a morte, spesso con motivazioni confusionarie e pretestuose. Solo poche settimane fa la notizia di 85 uccisioni pubbliche in Iraq, fra cui molte donne, nonché il rinvenimento di una sorta di fossa comune ricolma di 220 cadaveri non ancora del tutto identificati. Lo scorso ottobre i miliziani hanno giustiziato all’incirca 1.270 persone nel solo Iraq, mentre più difficile elaborare un dato sulla Siria, dove la situazione di crisi non permette agli organismi internazionali di verificare direttamente sul campo.

Fonte: DailyStar

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