Non si è fatta attendere la risposta dell’Egitto contro i terroristi dell’Isis, che nelle ultime ore hanno pubblicato un video che mostra la decapitazione di 21 egiziani copti rapiti l’anno scorso.

L’Egitto si riserva il diritto di reagire nel modo e nei tempi che riterremo più opportuni“: era quanto promesso dal presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi nel suo discorso alla nazione, durante il quale aveva anche annunciato sette giorni di lutto nazionale.

E la reazione è stata decisa e immediata: 8 raid aerei coordinati dall’aviazione nazionale che hanno devastato le postazioni dell’Isis in Libia.

Stando alle dichiarazioni delle autorità i caccia, che si sono alzati in volo all’alba, hanno bombardato campi di addestramento e magazzini d’armi, rientrando alla base senza alcuna perdita.

All’operazione contro l’Isis hanno partecipato anche i mezzi dell’aviazione libica in possesso del generale Khalifa Haftar. Un funzionario libico del ministero della Difesa ha dichiarato che la Libia si considerata alleata dell’Egitto in questo conflitto.

Lo stato egiziano non ha dichiarato nulla riguardo a una collaborazione militare, ma ha invece ribadito che l’attacco è stato frutto di “un diritto assoluto dell’Egitto di difendere la propria sicurezza e stabilità”, nonché di una basilare necessità di vendetta per l’oltraggio subito dalla nazione e dai suoi cittadini.

L’offensiva contro l’Isis non si fermerà però qui, dato che il presidente Al Sisi ha incaricato il suo ministro degli Esteri, Samel Shukri, di recarsi negli Stati Uniti per richiedere l’intervento dell’Onu e del Consiglio di sicurezza, mettendo la comunità internazionale di fronte alle proprie responsabilità finora evase.

Secondo il leader egiziano quella dell’Isis è una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale che non può essere più ignorata, come testimoniato dalla dimostrazione di forza fornita in Libia.

Da parte degli Stati Uniti è arrivata la condanna del massacro dei 21 copti egiziani insieme all’esortazione rivolta alla Libia alla lotta al terrorismo; al tempo stesso il portavoce della Casa Bianca ha sottolineato l’importanza fondamentale di una risoluzione politica al conflitto che sta dilaniando il Paese e ne impedisce qualsiasi stabilità.