Le agenzie di intelligence americane ed europee hanno lanciato l’allarme: la Gran Bretagna sarebbe il prossimo obiettivo dell’Isis dopo gli attentati che hanno traumatizzato Parigi.

Secondo informazioni riservate acquisite dagli ufficiali militari i foreign fighter britannici che si sono uniti sono stati invitati dai loro superiori a ritornare in patria per mettere a segno alcuni attacchi come ritorsione per i recenti raid inglesi contro il gruppo terroristico.

Com’è noto, infatti, le ultime ore hanno visto l’inizio delle operazioni belliche britanniche, durante le quali sono stati colpiti sei obiettivi nella zona orientale della Siria al confine con l’Iraq: nello specifico è stato attaccato il pozzo petrolifero di Omar, da cui Isis ricava quasi il 10% delle proprie entrate relativamente alla vendita di carburante fossile.

Il presidente USA Barack Obama congratulandosi per la risoluzione presa dal Primo Ministro David Cameron ha affermato che “l’Isis è una minaccia globale che deve essere sconfitta con una risposta globale“; anche il suo omologo francese Francois Hollande, ha parlato di una “nuova risposta all’appello alla solidarietà degli europei“. Per mantenendosi ancora distante dalla politica militare europea Putin ha voluto dare il proprio “benvenuto a qualsiasi azione volta alla lotta contro il terrorismo e a combattere l’Isis“.

Le informazioni raccolte dall’intelligence vengono ulteriormente corroborate dall’incessante serie di minacce che stanno comperando sul web con l’inequivocabile motto di “Londra dopo Parigi”: secondo alcune fonti non confermate gli attacchi potrebbero avvenire entro alcune settimane.

Dalle dichiarazioni ufficiali delle autorità si sa solo che per il momento le minacce di attentati, di cui non si conosce l’imminenza, vengono prese con molta serietà. Durante la discussione riguardante l’ok ai raid in Siria è stato rivelato che nell’ultimo sono stati ben 7 i tentativi di attentati dell’Isis sventati dalle agenzie di sicurezza.

Secondo i dati ufficiali sarebbero circa 800 i britannici che hanno lasciato il Paese per unirsi all’Isis o ai ribelli in Siria. Per la Difesa almeno 400 tra questi sarebbero ritornati nel Paese. Stando a un report diffuso dal Ministero buona parte di queste persone era precedentemente sconosciuta alla polizia e alle agenzie.