Ci sarebbe anche il Vaticano tra i possibili obiettivi dell’Isis. Lo riferiscono fonti interne all’intelligence italiana, informate a loro volta nei giorni scorsi da CIA e Mossad: ”La Santa Sede, e lo stesso papa Francesco sono da tempo un possibile obiettivo dei terroristi“, si legge in queste informative. La notizia è stata diffusa dall’esperto di questioni mediorientali della tv di stato israeliana, Oded Grenot. Peraltro, lo stesso califfo Abu Bakr Al Baghdadi, leader dell’autoproclamato Stato Islamico, aveva dichiarato lo scorso 21 settembre di voler “conquistare Roma e spezzare le croci con il permesso di Allah“.

Al momento, tuttavia, come riportato dagli stessi servizi segreti, non sembrano esserci “segnali concreti di rischio o di progettualità in corso”: in altre parole, se è vero che la Santa Sede resta tra i possibili obiettivi del terrorismo islamista, non c’è alcun piano concreto che possa far ritenere a rischio immediato il Vaticano e di conseguenza la città di Roma. Per precauzione, comunque, in occasione dell’Angelus di ieri la presenza delle forze di polizia è stata più massiccia del solito.

D’altra parte, come dice anche il ministro degli Interni Angelino Alfano, “l’allerta resta massimo, non esiste un paese a rischio zero“. Secondo la National Security Agency statunitensa, ripresa dal tabloid tedesco Bild am Sonntag, l’assalto a Charlie Hebdo dovrebbe essere solo il primo di una lunga serie di attentati che i jihadisti hanno intenzione di portare in Europa, e nelle intercettazioni telefoniche è stato fatto anche il nome della capitale italiana. E fa niente se il video in cui presunti terroristi minacciano Roma si sia rivelato un falso.